Dalle 71st Scientific Sessions dell'ADA 2011
Si è concluso il 71° congresso dell’American Diabetes Association.
Quest’anno la città che ci ha ospitati è stata San Diego, che con il suo milione e duecentomila abitanti ha riservato ai congressisti di tutto il mondo un’accoglienza cordiale e solare da città di mare della California meridionale affacciata sul Pacifico. Una città dal clima mite con una “facciata” mediterranea nella quale ci siamo ritrovati e bene ambientati, tant’è vero che alcuni di noi si sono concessi attività di jogging, passeggiate per shopping e piccole escursioni tra musei, zoo, parchi acquatici e spiagge (famosa la spiaggia di La Jolla).
Ma non vorremmo dare l’impressione che il clima marino ci abbia indotti a portare con noi solo la macchina fotografica, i sandali e il telo da spiaggia dimenticando la borsa congressuale…
I lavori congressuali sono iniziati il giorno 24 giugno. Un gruppo di esperti ha reso noti i risultati di uno studio finanziato dalla OMS e pubblicato su Lancet che afferma che ad oggi nel mondo sono più di 350 milioni gli individui affetti da diabete, e le stime indicano che per il 2030 i casi raddoppieranno fino a raggiungere la quota di 700 milioni. La prevenzione e la diagnosi precoce rimangono un cardine del controllo e della cura di tale patologia, e i ricercatori hanno sottolineato come la patologia con le sue condizioni associate si è diffusa ovunque nel mondo, e come non esista ad oggi una “rete di sorveglianza mondiale” per il DM come invece è presente per malattie infettive trasmissibili.
Molti sono stati gli interventi mirati allo studio di nuove molecole e a nuovi utilizzi di molecole già presenti per la cura del DM: Clifford J. Bailey, al simposio congiunto ADA/The Lancet ha parlato di linagliptina e alogliptina, due nuovi inibitori della DPP-4 che aumentano la secrezione insulinica e riducono il rischio di ipoglicemia,di dapagliflozid inibitore selettivo del cotrasporto Na+-glucosio renale in grado di ridurre l’A1C e il peso corporeo. Sono stati inoltre presentati studi di fase III per il ranimizumab nell’edema maculare diabetico, uno studio di fase II per il bardoxolone nel miglioramento della funzione renale dei diabetici, utilizzo precoce di GLP-1 agonista quale liraglutide del trattamento del DMT2, l’utilizzo di exenatide once weekly con l’ipotesi di avere presto la versione once monthly, l’utilizzo di saxagliptina in associazione con insulina in studi di fase IIIb.
Particolarmente significative e apprezzate sono state alcune letture, fra cui quella di Matthias H. Tschop (Outstanding Scientific Achievement Award Lecture) sugli studi in vitro di una combinazione molecolare di ormoni gastrointestinali quali GLP-1,GIP e glucagone e della efficacia sinergica di tali molecole nella normalizzazione del peso e della glicemia in animali da esperimento.
Il premio Banting è stato assegnato a Barbara E. Corkey, le cui ricerche suggeriscono l’ipotesi che l’ipersecrezione di insulina potrebbe essere la causa del diabete dell’obesità e dell’insulino-resistenza, dimostrando come una elevata percentuale di monoacilgliceroli e dolcificanti nei cibi consumati comunemente possa modificare la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), che a loro volta sono causa di iperinsulinemia e questo potrebbe spiegare con un meccanismo epigenetico l’incremento di predisposizione,insorgenza e trasmissione del diabete tipo 2.
Possiamo concludere con le parole del Presidente ADA, Robert A. Henry, che in apertura del suo intervento ha detto: “il progresso scientifico non trasforma rapidamente le cose, ma è caratterizzato da cura, attenzione e continue conferme delle osservazioni iniziali. Solo al termine del processo le nuove acquisizioni vengono applicate alla clinica per guidare un cambiamento verso nuove strategie di cura”.
L’arrivederci è per il prossimo anno sulla costa orientale nella città di Philadelphia.
Buona lettura dai vostri inviati a San Diego!
Alessandra Clerico, Alberto De Micheli, Luca Monge, Marco Comoglio
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