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Look AHEAD: risultati positivi per la perdita di peso abbinata al fitness

Il primo giorno dell’ADA 2011 ha visto la presentazione dei risultati di una subanalisi dello studio Look AHEAD (Action For Health in Diabetes), che ha aggiunto ulteriori informazioni a quelle già pubblicate sul calo ponderale e mantenimento della forma fisica; inoltre sono stati spiegati i benefici ottenuti sull’intervento nello stile di vita in pazienti con il diabete di tipo 2. A dare una panoramica generale di questo processo, è stato Xavier Pi Sunyer (Columbia University College of Physicians and Surgeons di New York), spiegando che il Look AHEAD è uno studio controllato, che ha messo a confronto gli effetti di un intervento intensivo sullo stile di vita (ILI) come supporto per il diabete e l’educazione (DSE) in un gruppo di oltre 5000 pazienti in sovrappeso affetti da diabete di tipo 2. I primi risultati dopo 4 anni dall’inizio dello studio, sono già stati pubblicati; tuttavia, le conclusioni finali dello studio non saranno disponibili fin dopo il 2012, quando lo studio dovrebbe essere completato.

Sunyer ha poi spiegato che i primi risultati dello studio sono molto promettenti. Dimostrano infatti, che i partecipanti a cui è stato assegnato un ILI, progettato per raggiungere e mantenere il calo ponderale, riducendo l’apporto calorico e aumentando la quantità di attività fisica, hanno raggiunto e mantenuto una perdita di peso significativamente maggiore e un miglioramento del quadro cardiorespiratorio rispetto a quelli assegnati al DSE.

I pazienti nel gruppo ILI hanno ottenuto riduzioni significativamente maggiori dei livelli di HbA1c, riducendo il fabbisogno di insulina e di altri farmaci antidiabetici orali rispetto a quelli DSE.

La perdita di peso con ILI – Previsioni e limiti

Donna Ryan (Pennington Biomedical Research Center, Baton Rouge, LA, USA) e Jessica Unick (Brown University, Providence, RI, USA) hanno presentato i risultati di una sottoanalisi, che ha analizzato le previsioni di calo ponderale e il suo mantenimento nel gruppo ILI nei primi 4 anni dello studio. La scoperta è stata che i pazienti che hanno perso oltre il 10% del loro peso corporeo hanno avuto circa oltre 9,8 volte la probabilità di mantenere tale calo ponderale in 4 anni, rispetto a quelli che hanno perso meno del 5% del loro peso. Infatti, i pazienti che hanno perso tra il 5 e il 9,9% dopo un anno hanno il doppio di probabilità di ottenere il 10% o più di riduzione del peso corporeo in 4 anni rispetto a quelli che ne hanno perso meno del 5%. Ryan e il suo team hanno scoperto che l’età più avanzata al baseline era un predittore di maggiore aderenza nei soggetti ILI ad un più significativo calo ponderale ai 4 anni; tuttavia, ha riconosciuto che ciò potrebbe essere un riflesso della condizione lavorativa: gli individui più anziani hanno più tempo libero per l’esercizio fisico e le eventuali visite mediche.

Ryan ha detto: “Le persone che hanno raggiunto e mantenuto il 10% o più di calo ponderale in quattro anni, hanno partecipato di più agli incontri e usato di più i pasti sostitutivi, svolto una maggiore attività fisica durante gli anni da due a quattro”, indicando ancora una volta che i trattamenti funzionano bene se vengono utilizzati.

Jessica Unick ha commentato che l’intervento sullo stile di vita è stato trattato con un “pessimismo estremo” in passato per quanto riguarda la sua capacità di raggiungere un grado significativo di calo ponderale nei soggetti gravemente obesi (indice di massa corporea [BMI] 40 kg/m2 e superiore). Ha infatti presentato i risultati di un’altra sottoanalisi del Look AHEAD, dimostrando che i soggetti gravemente obesi nel gruppo ILI hanno avuto un calo ponderlae significativamente maggiore in 4 anni rispetto ai partecipanti gravemente obesi nel gruppo DSE, con oltre il 50% di quelli nel gruppo ILI che hanno raggiunto calo ponderale del 5% o più in 4 anni. “Questo aiuta a dissipare la convinzione che gli interventi sullo stile di vita non sono efficaci in una popolazione di pazienti gravemente obesi”, ha detto Unick. “In effetti abbiamo potuto verificare che gli individui gravemente obesi in quattro anni hanno avuto cali ponderali significativamente maggiori rispetto a quelli che erano semplicemente in sovrappeso”.

Una percentuale simile di partecipanti gravemente obesi ha raggiunto un calo ponderale del 10% o superiore in un anno, mentre i soggetti di classe I (BMI 30,0-34,9 kg/m2) o II (BMI 35,0-39,9 kg/m2), ha avuto perdite rispettivamente del 38 contro il 41%. Sono stati meno numerosi (all’incirca 30%) i pazienti del gruppo ILI che erano in semplice sovrappeso (BMI 25,0-29,9 kg/m2) e che hanno raggiunto calo ponderale del 10% o più in 4 anni.

Unick ha notato che nei pazienti gravemente obesi che hanno raggiunto un calo ponderale del 10% o più in un anno, quasi la metà di essi ha mantenuto tale calo nei 4 anni. È interessante notare, ha sottolineato, che il 13% delle persone gravemente obese nel gruppo ILI che hanno perso meno del 10% del peso corporeo dopo un anno è riuscito a raggiungere tale calo nei quattro 4 e sono stati classificati come “seconda ondata”.

Unick ha concluso ribadendo che “una cosa che dobbiamo ancora osservare è il cambiamento dei fattori di rischio di malattia cardiovascolare, e se questi siano stati simili tra categorie diverse di BMI nei quattro anni”.

ILI migliora la forma fisica cardiorespiratoria

In un ulteriore sottostudio John Jakicic (University of Pittsburgh, PA, USA) e colleghi hanno confrontato i miglioramenti nel campo del fitness cardiorespiratorio (CRF) – misurato con un test di esercizio fisico su un tapis roulant – dal baseline ai 4 anni nei gruppi dell’ILI e e del DSE.

Presentando l’analisi, Jakicic ha spiegato che i pazienti del gruppo ILI hanno ottenuto miglioramenti significativamente maggiori nel CRF rispetto a quelli del gruppo DSE nei 4 anni, del 3,79 contro l’1,56%. I miglioramenti sono stati aggiustati per il fitness basale e il calo ponderale nei primi anni dello studio. Tuttavia, il miglioramento della CRF e la differenza tra i pazienti ILI e i gruppi DSE sono risultati significativamente più piccoli ai 4 anni rispetto al primo anno, quando i miglioramenti nella CRF nei rispettivi gruppi sono stati del 15,02 contro l’8,37%.

Jakicic ha inoltre notato che i miglioramenti della CRF in entrambi i gruppi ILI e DSE sembrano essere legati al miglioramento dell’HbA1c indipendente da età, sesso, diabete, uso di farmaci e calo ponderale, sostenendo che ciò merita ulteriori approfondimenti.

Bibliografia di riferimento

  • Reduction in weight and cardiovascular disease risk factors in individuals with type 2 diabetes: one-year results of the look AHEAD trial. Diabetes Care 2007;30:1374-1383.
  • Long-term effects of a lifestyle intervention on weight and cardiovascular risk factors in individuals with type 2 diabetes mellitus: four-year results of the Look AHEAD trial. Arch Intern Med 2010;170:1566-1575.
  • Look AHEAD - Action For Health in Diabetes
 
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