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American College
of Cardiology

58th Annual Scientific Session
Orlando (Florida, USA), 28-31 marzo 2009

30 marzo

Telemedicina online
La telemedicina per il controllo della pressione arteriosa
e di altri fattori di rischio cardiovascolare

 

La terza giornata del Congresso ACC 2009, particolarmente ricca di spunti, ha visto protagonisti anche i temi della telemedicina. I sistemi basati sulla telemedicina consentono ai pazienti di riferire a personale sanitario i propri valori pressori e altri indici di rischio cardiovascolare e di ricevere un costante feedback riguardo l’efficacia delle strategie terapeutiche adottate.

Il Prof. Alfred Bove (Docente Emerito presso la Sezione di Cardiologia del Dipartimento di Medicina e il Centro di Ricerche Cardiovascolari dell’Università di Temple, USA) ha presentato il 30 marzo i risultati di un nuovo studio che ha valutato un sistema di monitoraggio dei valori di pressione arteriosa basato su Internet, rispetto alla semplice misurazione della pressione durante le consuete visite mediche ambulatoriali (trial Continuous Internet Self Reporting Versus Office Monitoring of Blood Pressure for Reducing Cardiovascular Disease Risk).

I 388 partecipanti a questo studio sono stati randomizzati a un programma che prevedeva una visita ambulatoriale con un infermiere ogni quattro mesi per un anno oppure al medesimo programma più l’opportunità di inserire i propri valori pressori e i propri fattori di rischio in una banca-dati che forniva un feedback immediato. Tutti i soggetti arruolati non presentavano patologie cardiovascolari in atto e il punteggio di rischio cardiovascolare di Framingham a 10 anni era superiore al 10% (alla valutazione basale). I partecipanti erano per la maggior parte (63%) ipertesi.

Al follow-up a un anno, la pressione arteriosa sistolica è risultata ridotta in entrambi i gruppi (da 146 +/- 19 a 137 +/- 19 nel gruppo assegnato alle sole visite mediche e da 146 +/- 18 a 134 +/- 18 per i soggetti assegnati alle visite mediche più la telemedicina, p < 0,001). Considerando solo i soggetti che presentavano un’ipertensione allo stadio I (38% dei partecipanti), la PA media finale è risultata significativamente inferiore nel gruppo assegnato alla strategia basata su Internet rispetto al gruppo di controllo (p < 0,02). Sebbene i livelli di colesterolo LDL e il rischio di malattie cardiovascolari siano risultati ridotti al follow-up in entrambi i gruppi, la telemedicina non ha fornito un beneficio ulteriore rispetto alle semplici visite mediche per quanto riguarda la riduzione dei livelli di colesterolo LDL.

 
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