Parole da cercare:
Almeno una parola
Tutte le parole
Frase intera
   
  ‹‹‹ Clicca sui pulsanti per vedere il dettaglio dei giorni!

American College
of Cardiology

58th Annual Scientific Session
Orlando (Florida, USA), 28-31 marzo 2009

30 marzo

POST-INFARTO
Il trial OMEGA segna la fine del trattamento con acidi grassi omega-3 nel post-infarto?

 

Il Dott. Jochen Senges (Heart Center Ludwigshafen e Università di Heidelberg, Germania), nella terza giornata del Congresso ACC 2009, ha presentato i risultati di un trial clinico randomizzato, controllato con placebo, in cieco e per bracci paralleli, circa il trattamento con acidi grassi omega-3 nel post-infarto (Randomized Trial of Omega-3 Fatty Acids on Top of Modern Therapy After Acute Myocardial Infarction [OMEGA]).

I ricercatori hanno arruolato 3851 pazienti di età >/= 18 anni (età media 64 anni; 26% di sesso femminile; 66% ipertesi; 50% ipercolesterolemici; 27% diabetici e 37% fumatori), a 3-14 giorni da un infarto miocardico (NSTEMI [infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST] o STEMI [infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST]) e li hanno randomizzati al trattamento con acidi grassi omega-3 (460 mg di acido eicosapentaenoico [EPA] e 380 mg di acido docosaesaenoico [DHA]) 1 g/die + terapia farmacologica standard (n = 1940) o a placebo (1 g di olio di oliva) + terapia medica standard (n = 1911).

Il 59% dei pazienti presentava uno STEMI e il 41% un NSTEMI. Il 94% dei partecipanti allo studio è stato sottoposto a coronarografia; nel 78% dei pazienti, è stata eseguita una rivascolarizzazione percutanea e nell’8% una trombolisi. Alla dimissione, i pazienti assumevano: aspirina (95%), clopidogrel (88%), ACE-inibitori (83%), beta-bloccanti (94%) e statine (94%).

L’endpoint primario era la morte cardiaca improvvisa. Gli endpoint secondari erano: la mortalità per tutte le cause; l’infarto miocardico non fatale; l’ictus; gli eventi aritmici; la rivascolarizzazione.

A un anno, l’endpoint primario si è verificato nell’1,5% dei soggetti assegnati agli omega-3 e nell’1,5% dei soggetti del gruppo di controllo (p = 0,84). Per quanto riguarda gli endpoint secondari: il tasso di mortalità per tutte le cause è risultato del 4,6% versus 3,7%; l’incidenza di infarto miocardico non fatale era pari al 4,5% versus 4,1%; il tasso di ictus era dell’1,4% versus 0,7%; l’incidenza di eventi aritmici è risultata pari all’1,1% versus 0,7% e il tasso di rivascolarizzazione era del 27,7% versus 29,1%, rispettivamente, per il gruppo in omega-3 rispetto al gruppo di controllo. La trigliceridemia a un anno è risultata pari a 121 mg/dl versus 127 mg/dl, rispettivamente.

In conclusione, non sembra che il trattamento con acidi grassi omega-3 comporti alcun beneficio nei pazienti con STEMI e NSTEMI: tale terapia non ha infatti ridotto l’endpoint primario, né gli endpoint secondari considerati in questo studio, e neppure la trigliceridemia. Sulla base dei dati attualmente disponibili, non sembra utile raccomandare l’utilizzo degli acidi grassi omega-3 dopo una sindrome coronarica acuta.

 
Gli articoli del giorno
Non si intravede l’AURORA per l’utilizzo della rosuvastatina nei soggetti in emodialisi cronica

Studio TIPS: testata la “superpillola”

Doppio target per il trattamento con rosuvastatina: il trial JUPITER
Il trial OMEGA segna la fine del trattamento con acidi grassi omega-3 nel post-infarto?
Lo studio italiano ARMYDA-RECAPTURE: ruolo dell’atorvastatina nella riduzione della necrosi post-procedurale nelle PCI
La telemedicina per il controllo della pressione arteriosa e di altri fattori di rischio cardiovascolare
Legal Disclaimer
Le affermazioni e le opinioni contenute nelle relazioni congressuali sono quelle degli Autori, e non vincolano in alcun modo le scelte editoriali di questo report congressuale, così che nessuna responsabilità di alcun tipo possa essere attribuita a CongressoMedico, a Infomedica o all'ACC. Talvolta gli studi presentati possono citare, a scopo informativo, prodotti non ancora approvati dalle competenti autorità; in qualsiasi caso, ogni prodotto menzionato deve essere utilizzato solo ed esclusivamente dalla Classe Medica in accordo con le schede tecniche fornite dalle Aziende produttrici.