Colesterolo LDL e proteina C-reattiva
Doppio target per il trattamento con rosuvastatina:
il trial JUPITER
La terza giornata del Congresso ACC 2009 ha visto ancora una volta protagonista il trial JUPITER (Justification for the Use of Statins in Primary Prevention: An Intervention Trial Evaluating Rosuvastatin). Il coordinatore di questo imponente studio clinico, il Dott. Paul M. Ridker (Direttore del Center for Cardiovascular Disease Prevention del Brigham and Women's Hospital, Boston, USA), ha presentato i dati aggiornati del trial principale, dopo la comunicazione tenuta il giorno precedente dal collega Dott. Robert J. Glynn (Faculty Member in Division of Preventive Medicine del Brigham and Women's Hospital, Boston, USA) circa la correlazione fra il trattamento con rosuvastatina e gli episodi di tromboembolia venosa (TEV).
Lo studio JUPITER ha documentato che individui apparentemente sani che raggiungevano bassi livelli di colesterolo LDL e di proteina C-reattiva ad alta sensibilità a seguito del trattamento con rosuvastatina presentavano una riduzione significativa del proprio rischio di infarto miocardico (IM), ictus, morte per cause cardiovascolari e ricorso a intervento di bypass aortocoronarico.
Ridker ha sostenuto che “in uomini e donne apparentemente sani che hanno iniziato la terapia con rosuvastatina nel trial JUPITER, il raggiungimento di ridotti livelli di colesterolo LDL e di proteina C-reattiva ad alta sensibilità è risultato associato con un miglioramento significativo della sopravvivenza priva di eventi, rispetto sia ai soggetti che non raggiungevano nessuno dei livelli target, sia a coloro che raggiungevano bassi livelli del solo colesterolo LDL. È stata rilevata una riduzione del rischio pari al 79% nei soggetti che raggiungevano livelli di colesterolo LDL inferiori a 70 mg/dl e anche livelli di proteina C-reattiva inferiori a 1 mg/dl, target decisamente aggressivo. Un effetto simile è stato documentato dopo aggiustamento dei dati per tutte le caratteristiche cliniche disponibili, compresi i livelli di colesterolo-LDL e di proteina C-reattiva all’ingresso, e nelle analisi basate sui livelli di ApoB o sul rapporto ApoB:ApoA piuttosto che sul colesterolo LDL.”
Il trial JUPITER, che ha arruolato 17.802 individui, è il primo studio prospettico che abbia mai valutato gli effetti della terapia con statine guidata dal doppio target rappresentato dai livelli di colesterolo LDL e di proteina C-reattiva. Paul Ridker ha concluso che “come dimostrato da questi dati prospettici, per coloro che iniziano la terapia farmacologica in prevenzione primaria, la riduzione del colesterolo LDL e quella della proteina C-reattiva rappresentano entrambi indicatori del successo del trattamento con una statina.”
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