Stent medicati vs stent metallici
Efficacia e sicurezza a lungo termine in un registro
del mondo reale
Nella prima giornata del Congresso ACC 2009 sono state presentate le conclusioni di un registro che ha raccolto i dati relativi a 262.700 pazienti sottoposti a impianto di stent fra il 2004 e il 2006 al fine di valutare la sicurezza e l’efficacia degli stent a rilascio farmacologico (DES) rispetto agli stent metallici (BMS) nel mondo reale, al di fuori delle condizioni controllate dei trial clinici.
Questo studio, definito Outcomes Following Coronary Stenting in a Linked NCDR and CMS Database: A National Study of Long-Term, Real-World Outcomes of Bare-Metal and Drug-Eluting Stents, ha mostrato che, a un follow-up di 30 mesi, i pazienti portatori di un DES presentavano un tasso di morte e di infarto miocardico inferiori (del 25% e del 24%, rispettivamente) rispetto ai pazienti portatori di un BMS.
Inoltre, la frequenza della ripetizione della procedura di rivascolarizzazione e il tasso di eventi emorragici sono risultati entrambi inferiori (del 9%) nei pazienti trattati con il DES, mentre il numero dei casi di ictus era equivalente nei due gruppi. “La maggior parte dei benefici sono stati osservati dopo sei mesi, ma ancora dopo un anno, erano rilevabili effetti positivi dei DES rispetto ai BMS”, ha affermato la Dott.ssa Pamela S. Douglas (Duke University, Durham, USA). Non sono state rilevate differenze significative per quanto riguarda gli endpoint citati nei diversi sottogruppi esaminati, uomini vs donne, diabetici vs non diabetici.
Gli autori dello studio hanno effettuato una ulteriore analisi dei dati in rapporto a 102 diverse caratteristiche dei pazienti studiati, fra cui sesso, età e varie condizioni morbose concomitanti. Hanno anche passato in rassegna i risultati dei trial clinici randomizzati che avevano messo a confronto i DES con i BMS e hanno identificato “significative riduzioni del tasso di morte e di infarto miocardico”, come sostenuto dalla Douglas.
I trial clinici, tuttavia, se da una parte hanno documentato una maggiore efficacia dei DES rispetto ai BMS, dall’altra hanno fornito risultati contraddittori riguardo la sicurezza dei DES sul lungo termine. In quest’ottica, è davvero significativo che i dati di un registro così numeroso, comprendente pazienti non selezionati del mondo reale e della pratica clinica quotidiana, abbiano documentato l’assenza di problematiche relative alla sicurezza a lungo termine dei DES.
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