PCI PER IMA
Un nuovo stent che cattura le cellule progenitrici dell’endotelio nella PCI primaria per IMA:
risultati del follow-up a 6 mesi del trial GENIUS-STEMI
Nella prima giornata del Congresso ACC 2009, Pavel Cervinka, Professore Associato e Direttore della Cardiologia presso l’Ospedale Masaryk e l’Università di J.E. Purkyne, Üstí nad Labem (Repubblica Ceca), ha presentato i risultati del follow-up a 6 mesi del trial GENIUS-STEMI (Randomized Comparison of Genous Stent versus Chromium-Cobalt Stent for Treatment of ST-Elevation Myocardial Infarction), disegnato per valutare l’efficacia di un nuovo stent in grado di catturare le cellule progenitrici dell’endotelio rispetto agli stent metallici tradizionali (BMS) in termini di riduzione della restenosi e della trombosi intra-stent tardiva.
Lo stent Genous è uno stent premontato ricoperto di anticorpi monoclonali murini diretti contro l’antigene CD34 umano, particolarmente rappresentato sulle cellule progenitrici dell’endotelio (CPE). Le CPE circolanti, che sono particolarmente numerose in risposta a un danno alla parete arteriosa, come è quello che si verifica in risposta a una PCI (procedura coronarica interventistica), hanno la capacità di differenziarsi in cellule endoteliali mature e ripopolare le aree di danno vascolare e distruzione dell’endotelio. Lo stent Genous accelera il normale processo di endotelizzazione post-PCI reclutando le CPE circolanti nella sede della PCI.
Il trial GENIUS-STEMI ha randomizzato 100 pazienti con STEMI (infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST) a stent Genous versus stent cromo-cobalto di terza generazione. Le caratteristiche basali e periprocedurali dei pazienti erano sovrapponibili nei due gruppi. L’età media era di 57 anni, il 21% dei pazienti era di sesso femminile e il 29% era affetto da diabete mellito. Non si sono verificate complicanze periprocedurali in entrambi i gruppi. I pazienti appartenenti a entrambi i gruppi sono stati trattati con la doppia antiaggregazione per 30 giorni dopo l’impianto dello stent. A sei mesi, tutti i pazienti sono stati sottoposti a una coronarografia con IVUS (ecografia intracoronarica).
I ricercatori hanno documentato che, a 30 giorni, il tasso combinato di eventi cardiaci avversi maggiori (MACE) – IMA, morte cardiovascolare e rivascolarizzazione per motivi clinici – era sovrapponibile nei due gruppi, mentre a 6 mesi, il tasso di MACE era significativamente più elevato nel gruppo trattato con lo stent Genous (24% versus 10%; p = 0,03). Il tasso di rivascolarizzazione della lesione target è risultato 14% versus 4% (p = 0,04), di morte cardiovascolare 4% versus 4% (p = NS), di IM 6% versus 2% (p = NS) e di trombosi intra-stent 6% versus 0% (p = NS), rispettivamente per lo stent Genous e per quello di cromo-cobalto.
L’IVUS ha mostrato una crescita tissutale significativa all’interno dello stent Genous, sebbene non ci fosse una differenza statisticamente significativa fra i due gruppi. Sono stati documentati tre casi di trombosi intra-stent tardiva nel gruppo trattato con il Genous e nessun caso nel gruppo assegnato allo stent di cromo-cobalto.
L’autore dello studio ha commentato che “questi risultati devono essere interpretati con cautela, dal momento che si tratta di uno studio di piccole dimensioni eseguito in un solo centro”. Il Dott. Pavel Cervinka ha concluso che “il tasso di trombosi intra-stent nel gruppo dei pazienti trattati con lo stent Genous è preoccupante, ma – prima di generalizzare questi risultati – sarà necessario eseguire un ampio trial randomizzato”.
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