SIOT e ISS
Al via il primo Registro Nazionale delle protesi d’anca

P. Bartolozzi,
Verona |
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Milano, 9 novembre 2009 – La SIOT avvierà entro il 2010, dopo anni di attesa, il primo Registro Nazionale sugli impianti di protesi d’anca, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’iniziativa avverrà in collaborazione con la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, e sarà finanziata dal Ministero della Salute.
“Il numero d’interventi di sostituzione dell’anca è aumentato del 150% dal 1999 al 2006: il fenomeno è esploso, e considerando l’impatto sulla spesa sanitaria e sulla vita di tanti cittadini le autorità sanitarie si sono trovate d’accordo nell’organizzare Registri per monitorare l’utilizzo delle protesi e i loro risultati” ha spiegato il Prof. P. Bartolozzi (Verona), Presidente della SIOT. “Tutte le Regioni si sono mostrate favorevoli a creare una federazione di Registri Regionali con il coordinamento dell’ISS e la supervisione di un comitato tecnico scientifico: questa modalità consente di lasciare a ogni Regione una propria autonomia, adottando però un unico Centro di riferimento nazionale”.
Nel 2010 partirà l’iniziativa, ha precisato Bartolozzi “che riguarderà il primo nucleo di Regioni aderenti al Registro: tra queste vi sono le tre ‘capofila’ che già possiedono un Registro – Lombardia, Emilia Romagna e Puglia – cui si affiancheranno Piemonte, Province Autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Toscana, Marche, Basilicata e Sicilia. Tutte assieme, queste Regioni coprono il 70% degli interventi di protesi d’anca effettuati nel nostro paese”.
La raccolta dei dati sarà basata sulle schede di dimissione ospedaliera (SDO) integrate da un numero minimo di informazioni aggiuntive, che dagli ospedali confluiranno presso un Centro di riferimento regionale e da qui all’ISS. L’obiettivo principale è creare un livello base d’informazioni disponibili, un vero e proprio censimento di tutto ciò che viene impiantato con informazioni sul paziente, sull’intervento e sul dispositivo utilizzato. “A partire da questi dati sarà possibile effettuare analisi di sopravvivenza degli impianti, ma anche rintracciare i pazienti nel caso di problemi” ha detto Marina Torre, coordinatrice del progetto presso l’ISS. “In una fase successiva, e su un campione selezionato, affiancheremo a questa raccolta di dati standard misure relative alla qualità della vita delle persone sottoposte a impianto. Il Registro, la cui fase iniziale di avviamento sarà conclusa nel 2011, permetterà di disporre di uno strumento indispensabile per monitorare l’utilizzo degli impianti, tutelare la sicurezza dei pazienti e consentire l’interazione con i Registri già attivi in questo campo in altri paesi”.”
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