Artrosi precoce
Il conflitto femoro-acetabolare nel giovane sportivo
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Milano, 9 novembre 2009 – Si stima che oltre un milione di Italiani soffra di una piccola malformazione dell’anca che altera l’articolazione, portando ad artrosi precoce. Tanti sono sportivi: corrono, giocano a tennis o a calcetto. E a soli 30 anni si ritrovano con dolori intensi e fastidiosi all’anca, scoprendo di soffrire già di artrosi. La causa di tutto ciò è il conflitto femoro-acetabolare, una sottile malformazione dell’articolazione dell’anca che porta a sviluppare artrosi in giovane età, soprattutto se si pratica tanto sport: il 70% dei pazienti che vengono trattati per un conflitto femoro-acetabolare è infatti un giovane sportivo. L’attività fisica contribuisce a far emergere prima e con maggior rilievo il problema, ma la condizione è estremamente diffusa. Oggi esiste la possibilità di eseguire un intervento di “rimodellamento” dell’articolazione dell’anca, effettuabile in artroscopia o con tecniche mini-invasive, per correggere la malformazione e prevenire l’artrosi nei giovani, come spiegano gli esperti riuniti per il 94° Congresso Nazionale della SIOT, dedicato alla mini invasività in ortopedia e traumatologia.
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M. d’Imporzano,
Milano
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“Fino a 20 anni fa non conoscevamo il conflitto femoro-acetabolare: da quando è stato scoperto, però, stiamo verificando che il problema è più diffuso di quanto si pensasse, rappresentando un importante fattore di rischio per lo sviluppo di artrosi precoce” ha spiegato il Prof. Marco d’Imporzano (Milano), Presidente del Congresso nazionale SIOT. “Si tratta di una patologia insidiosa, spesso non diagnosticata o diagnosticata tardivamente, responsabile di danni articolari progressivi fino all’artrosi conclamata. Piccole deformazioni della testa, del collo del femore o dell’acetabolo modificano i rapporti dell’articolazione: alla lunga, soprattutto se si fa attività fisica intensa e si sollecita quindi molto l’anca, queste alterazioni favoriscono l’artrosi”. I sintomi classici sono dolori inguinali o ai glutei in ventenni e trentenni attivi, che si manifestano soprattutto dopo esercizio fisico o a seguito di semplici gesti come accavallare le gambe, o chinarsi per allacciarsi le scarpe.
“Il sospetto deve essere confermato dalla radiografia, esame necessario per la diagnosi” ha spiegato d’Imporzano. “Quindi, si può intervenire con procedure mini invasive, tra cui l’artroscopia, per eliminare il conflitto: si tratta di arrivare all’articolazione per rimodellarla in modo da eliminare le piccole malformazioni che portano il giunto articolare a logorarsi. Questo, ovviamente, è possibile solo se la diagnosi è tempestiva. In tal modo si cerca di prevenire la comparsa precoce di artrosi e, dunque, di evitare l’impianto di una protesi in un paziente ancora giovane”.
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