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ESC Congress 2009
Barcellona (Spagna), 29 agosto - 2 settembre 2009
 
30 agosto

Aterosclerosi
Trial controllato e randomizzato con l’aspirina a bassa dose per la prevenzione degli eventi cardiovascolari e della morte in soggetti con aterosclerosi asintomatica (AA)

Presentazione di: Gary Fowkes (UK)


G. Fowkes, UK
 

Descrizione
Lo scopo di questo trial era la valutazione del trattamento con aspirina rispetto al placebo per la prevenzione primaria in pazienti con un ridotto indice caviglia-braccio (ICB).

Ipotesi
Che l’utilizzo dell’aspirina a bassa dose si associ con una riduzione di un endpoint composito costituito da eventi coronarici, ictus e necessità di rivascolarizzazione in prevenzione primaria per i pazienti con un ICB ridotto.

Farmaci/Procedure utilizzate
Individui (n = 28.980) non affetti da una patologia cardiovascolare sono stati sottoposti a un test ICB di screening. L’ICB è il rapporto fra la pressione sistolica a livello della caviglia e la pressione sistolica a livello del braccio. I pazienti con un ICB ridotto (</=0,95) sono stati randomizzati in doppio cieco a 100 mg/die di aspirina tamponata (n = 1675) oppure al placebo corrispondente (n = 1675). Il trial aveva una potenza tale da rilevare una riduzione del 25% degli eventi con l’aspirina rispetto al placebo.

Risultati principali
L’ICB medio al momento dell’ingresso nello studio era di 0,86. L’età media era 62 anni e il 29% dei soggetti arruolati era di sesso maschile. I pazienti sono rimasti in terapia per il 60% di anni/persona di follow-up.

Non sono state documentate differenze nell’endpoint primario costituito da eventi coronarici, ictus e rivascolarizzazione fra il gruppo in aspirina e quello in placebo (10,8% vs 10,5%, rispettivamente, hazard ratio [HR] 1,03, IC al 95% 0,84-1,27, p = NS). Non c’erano differenze fra i due gruppi neppure per quanto riguarda un endpoint composito secondario, che comprendeva l’endpoint primario più angina, claudicatio intermittens e TIA (HR 1,00, IC al 95% 0,85-1,17, p = NS), e la mortalità globale (HR 0,95 IC al 95% 0,77-1,16, 10,5% vs 11,1%, p = NS), altro endpoint secondario. Non sono state evidenziate differenze neppure per quanto riguarda il tasso di ictus (0,4% vs 0,7%, p = NS) o di IM non fatale (3,7% vs 4,1%, p = NS). Emorragie maggiori tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero si sono verificate nel 2% dei soggetti del gruppo in aspirina e nell’1,2% dei soggetti del gruppo in placebo (HR 1,71, IC al 95% 0,99-2,97).

Commento
Nei pazienti che presentano un ICB ridotto, ma non una patologia cardiovascolare nota, il trattamento con l’aspirina tamponata non è risultato associato con una differenza dell’endpoint composito costituito da eventi coronarici, ictus e rivascolarizzazione a un follow-up medio di 8,2 anni rispetto al placebo, mentre ha comportato un aumento delle emorragie maggiori.

L’efficacia dell’aspirina nella prevenzione secondaria, dopo un evento cardiovascolare, è un dato di fatto ben documentato da diversi trial clinici su larga scala e da una metanalisi di Antithrombotic Trialist Collaboration. Tuttavia, l’effetto dell’aspirina per la prevenzione primaria non è stato studiato così estensivamente e i dati finora disponibili in proposito sono contraddittori. Una bassa dose di aspirina ha ridotto il rischio di un primo infarto del 44% rispetto al placebo nel Physician's Health Study. Nel Women’s Health Study, non sono emerse differenze significative riguardo gli eventi cardiovascolari maggiori, ma l’incidenza di ictus era inferiore, nelle donne randomizzate all’aspirina rispetto a quelle che assumevano il placebo. È stato dimostrato in precedenza che i soggetti sani con un ICB ridotto sono ad alto rischio di eventi vascolari futuri indipendentemente da altri fattori di rischio clinici cardiovascolari. Nonostante questo aumento del rischio di eventi vascolari, l’aspirina non ha avuto alcun impatto sugli eventi vascolari nel presente studio, ma ha aumentato le emorragie. La compliance alla terapia è risultata relativamente ridotta in questo studio (60%), il che potrebbe aver contribuito ai risultati nulli. Inoltre, era richiesto un effetto del trattamento relativamente ampio (RRR del 25%) per rilevare una differenza ed è possibile che lo studio avesse una potenza insufficiente per rilevare una differenza più limitata.

Condizioni

  • Prevenzione/Primaria.

Terapie

  • Antiaggreganti/Aspirina.

Disegno dello studio
Controllato con placebo, randomizzato, in cieco
Pazienti arruolati: 3350
Follow-up medio: 8,2 anni
Età media dei pazienti: da 50 a 80 anni
% di pazienti di sesso femminile: 71%

Endpoint primario
Composito, costituito da un evento coronarico iniziale fatale o non fatale, ictus e rivascolarizzazione.

Endpoint secondari

  • Tutti gli eventi vascolari iniziali definiti come un composito di tutti gli eventi dell’endpoint primario più angina, claudicatio intermittens e attacco ischemico transitorio
  • Mortalità per tutte le cause.

Popolazione di pazienti
Uomini e donne di età compresa fra 50 e 80 anni, senza una patologia cardiovascolare nota, sono stati reclutati a partire dai registri di medici di medicina generale nel Lanarkshire, a Glasgow ed Edimburgo in Scozia e sono stati sottoposti a un test ICB di screening. Sono stati arruolati su base volontaria coloro che presentavano un ICB ridotto (</= 0,95) e non assumevano aspirina o warfarin già per proprio conto.

Esclusioni
Problematiche gastrointestinali gravi; storia di IM, ictus, angina o arteriopatia periferica; epatopatia o nefropatia cronica; chemioterapia; controindicazioni al trattamento con aspirina; ematocrito anormalmente elevato o ridotto.

> Guarda il webcast del discussant – Carlo Patrono

 
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