Dal congresso dell'ESC 2008 European Society of Cardiology
ESC Congress 2008 Monaco (Germania), 30 agosto - 3 settembre 2008
31 agosto
SCOMPENSO CARDIACO Gli acidi grassi omega-3, ma non
le statine,
riducono la mortalità
e i ricoveri nello scompenso cardiaco
Due nuovi studi hanno documentato un miglioramento della morbilità e della mortalità in pazienti sintomatici per scompenso cardiaco in seguito all’assunzione di supplementi di acidi grassi omega-3, mentre le statine non hanno comportato nessun beneficio in questo stesso gruppo di pazienti.
IPERTENSIONE I sartani non riescono
a TRANSCENDere il placebo
nei pazienti ad alto rischio
L’antagonista recettoriale dell’angiotensina (ARB) telmisartan non si è dimostrato superiore rispetto al placebo nell’ampio studio Telmisartan Randomized Assessment Study in ACE-Intolerant Subjects With Cardiovascular Disease(TRASCEND), trial su pazienti ad alto rischio di malattie cardiovascolari che non riuscivano a tollerare gli ACE-inibitori, che ha fornito più domande che risposte.
CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA La prima applicazione nell’uomo
di uno stent a rilascio
di bevacizumab e l’utilizzo di routine dell’ecografia endovascolare
Durante una sessione orale di presentazione di abstract nella prima giornata del Congresso ESC 2008 sono stati presentati i risultati positivi del primo trial sull’utilizzo dello stent a rilascio di bevacizumab per prevenire la neovascolarizzazione della placca nei pazienti con una sindrome coronarica acuta (SCA).
CARDIOLOGIA CLINICA Lo studio BEAUTIFUL:
nessun vantaggio dell’ivabradina,
ma i pazienti con una frequenza cardiaca elevata possono trarne beneficio
Sembra che l’ivabradina (un inibitore della corrente If, già in commercio in Europa per il trattamento dell’angina cronica stabile sintomatica) riduca la frequenza cardiaca in maniera sicura.
IPERTENSIONE Il trattamento dello scompenso cardiaco guidato
dai livelli
di peptide natriuretico:
lo studio TIME-CHF
L’utilizzo dei livelli di peptide natriuretico piuttosto che dei soli sintomi per guidare la gestione medica dello scompenso cardiaco, strategia che è stata testata in diversi trial con risultati variabili, non ha influito sull’endpoint primario costituito dalla sopravvivenza senza ricovero ospedaliero nell’arco di 18 mesi in un trial randomizzato sullo scompenso cardiaco presentato nella giornata del 1° settembre al Congresso ESC 2008.
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