PREVENZIONE
EUROASPIRE III: non si fa abbastanza
per la prevenzione primaria nei pazienti ad alto rischio
I soggetti ad alto rischio non vengono trattati in maniera efficace in prevenzione primaria: sono veramente poco numerosi i soggetti che seguono le linee-guida europee per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e oltre l’80% di loro non ha mai ricevuto nessuna indicazione o raccomandazione specifica circa l’importanza di seguire uno stile di vita improntato alla conservazione di una condizione di buona salute del sistema cardiovascolare.
Questi sono i risultati dello studio di prevenzione primaria EUROASPIRE III, un programma epidemiologico a cui hanno partecipato 12 paesi e che è stato disegnato per valutare lo stile di vita, i fattori di rischio e la strategia di trattamento degli individui ad alto rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare.
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D. Wood,
Regno Unito |
“Lo stile di vita dei pazienti ad alto rischio costituisce una problematica di primo piano, con un’elevata prevalenza di persistenza di fumo e obesità, soprattutto obesità centrale” ha affermato il coordinatore della ricerca, David Wood, MD (Imperial College School of Medicine, Londra, Regno Unito). “La pressione arteriosa, l’assetto lipidico e il controllo glicemico sono del tutto inadeguati, e la maggior parte dei pazienti non raggiunge i livelli target indicati nelle linee-guida”.
Presentando i risultati dell’EUROASPIRE III nella giornata del 3 settembre al Congresso ESC 2008, Wood ha sostenuto che perfino fra i soggetti diabetici molti non presentano un controllo ottimale della pressione arteriosa e i farmaci cardioprotettivi non vengono prescritti nella giusta misura. Ha sottolineato che – ironia della sorte – molti pazienti desiderano ricevere informazioni circa il proprio rischio di cardiopatia. Sfortunatamente, la maggior parte di essi viene trattata come se presentasse un rischio da lieve a moderato, in quanto si assume che questi soggetti abbiano un rischio equivalente a quello di altri individui della medesima età e del medesimo sesso.
Brutte notizie per la prevenzione primaria nei pazienti ad alto rischio
Il primo studio EUROASPIRE, eseguito in pazienti affetti da una coronaropatia nota, ha documentato che esisteva una grande potenzialità per la riduzione del rischio. Studi successivi eseguiti nei medesimi paesi diversi anni dopo, indicano tuttavia che tali potenzialità non sono state adeguatamente implementate, dal momento che molti cardiopatici continuano a fumare, sono ancora sovrappeso e presentano valori pressori e livelli di colesterolo non ben controllati.
I nuovi dati dell’EUROASPIRE suggeriscono ora che anche la prevenzione primaria non costituisce un campo di grande impegno e gli stili di vita improntati alla conservazione di una condizione di buona salute del sistema cardiovascolare sono ampiamente disattesi. I ricercatori hanno studiato le cartelle cliniche di 5687 individui e hanno condotto interviste nel 75% di questi pazienti ad alto rischio. Sono stati definiti ad alto rischio uomini e donne di età uguale o inferiore a 80 anni con una storia di malattia coronarica o di altra patologia aterosclerotica a cui era/erano stato/i prescritto/i uno o più dei seguenti: terapia antiipertensiva, farmaci ipolipemizzati, trattamento ipoglicemizzante.
Per quanto riguarda lo stile di vita, il 16% dei pazienti fumava, con quasi il 90% dei pazienti che continuava a fumare al momento dell’intervista EUROASPIRE (davvero deludente il dato che solo un paziente su 10 aveva smesso). Quasi il 50% dei pazienti era sovrappeso e quasi l’80% presentava livelli di pressione arteriosa, trigliceridi e colesterolo LDL superiori rispetto ai livelli target raccomandati dalle linee-guida europee. Nella popolazione dei soggetti diabetici, solo il 27% presentava livelli di glicemia a digiuno e di HbA1c che rientravano nella definizione di “buon controllo glicemico”. I farmaci cardioprotettivi, comprese le statine, erano assolutamente poco prescritti.
Wood ha puntualizzato che “quasi l’85% dei pazienti desiderava conoscere il proprio rischio di cardiopatia”, ma “solo pochi di loro conoscevano il proprio rischio di sviluppare una malattia coronarica a 10 anni” e la maggior parte di questi individui presumeva “di essere sano per la propria età”. Oltre l’80% di coloro che hanno partecipato allo studio non partecipava a nessun programma per la modificazione dello stile di vita e la gestione dei fattori di rischio, nonostante un’ampia evidenza che tali programmi, compreso l’approccio multidisciplinare basato su personale infermieristico EUROACTION, migliorano lo stile di vita e riducono la prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolari.
È evidente che non facciamo abbastanza

L. Rydén,
Svezia |
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A commento dei dati dell’EUROASPIRE III, Lars Rydén, MD (Karolinska Institute, Stoccolma, Svezia) ha detto che questi pazienti rappresentano un gruppo ad alto rischio e che i dati del mondo reale sono, con elevata probabilità, peggiori, dal momento che i centri che partecipavano all’EUROASPIRE avevano a disposizione i ricercatori dello studio e personale medico dedicato.
Rydén ha affermato che è davvero deludente la mancanza di raccomandazioni relative alla gestione dei fattori di rischio attraverso modificazioni dello stile di vita in questi pazienti. I medici dovrebbero davvero impegnarsi di più; le linee-guida europee sono peraltro disponibili in tutte le lingue nazionali. Ha ribadito l’efficacia di programma specifici multidisciplinari diretti a modificare il comportamento del paziente e i suoi fattori di rischio. Ha concluso invocando che “le autorità sanitarie dei diversi paesi europei prevedano al più presto una rimborsabilità per i programmi di intervento di prevenzione primaria”.
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