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Focus dal congresso dell'EASD 2008
44th EASD Annual Meeting
Roma, 7-11 settembre 2008

 

OPENING CEREMONY
L’apertura dell’EASD


M. Porta,
Torino
 
Alla Nuova Fiera di Roma si tengono i lavori del 44th Annual Meeting della European Association for the Study of Diabetes (EASD), il congresso internazionale di diabetologia che conterà la presenza di oltre 17.000 partecipanti da oltre 120 paesi.

“Il diabete è un’emergenza planetaria, riconosciuta anche dalle Nazioni Unite che, nel dicembre 2006, hanno votato una Risoluzione per muovere i Paesi membri a destinare risorse alla ricerca scientifica, alla prevenzione e all’educazione” ha detto Massimo Porta (Università di Torino) presidente del Comitato organizzatore locale EASD Roma 2008 all’apertura dei lavori. “E’ la prima volta che la massima organizzazione mondiale si attiva per sensibilizzare l’opinione pubblica verso una malattia non trasmissibile, dedicandole quell’attenzione riservata all’AIDS, alla tubercolosi, alla malaria, e considerandola un problema sociale e una minaccia per la salute pubblica del mondo”.

“Pochi sanno che il diabete è una delle cause principali di morte prematura nel mondo” ha ancora detto Porta. “Ogni dieci secondi una persona muore per cause legate al diabete e si prevede che l’indice di mortalità crescerà del 25% entro la fine del prossimo decennio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete potrebbe, per la prima volta in 200 anni, ridurre globalmente le aspettative di vita”.

Le cifre, è stato detto in apertura dell’EAD 2008, parlano chiaro: per l’International Diabetes Federation, oltre 245 milioni di persone convivono con questa malattia nel mondo; in Italia il diabete colpisce il 4,5% della popolazione, mentre solo dieci anni fa interessava 3 persone su 100.

 
P. Cavallo Perin,
Torino

“Il pericolo diabete è stato sottostimato per anni, ecco perché ci si aspetta che il numero totale di malati sia destinato ad aumentare ancora: si prevedono 380 milioni di diabetici tra meno di 20 anni e sarà diabetico quasi un italiano su 10 sopra i 50 anni” ha spiegato Paolo Cavallo Perin (Università di Torino) presidente designato di Diabete Italia.


E. Ferrannini,
Presidente
EASD
 

In tale prospettiva, ha detto Ele Ferrannini, presidente EASD, “il nostro paese vanta un settore diabetologico tra i più avanzati per quanto riguarda legislazione, organizzazione dell’assistenza e ricerca: i nostri medici e ricercatori contribuiscono attivamente al progresso in questo campo. E’ quindi con legittimo orgoglio che l’Italia ospita quello che può essere considerato il principale e più prestigioso congresso internazionale sulla ricerca in diabetologia”. E ha concluso: “La sfida che il diabete pone al mondo può essere affrontata solo unendo gli sforzi per attuare politiche di prevenzione, diagnosi precoce, cura e indagine scientifica. Per questo, ci auguriamo che Roma possa rappresentare il teatro di un proficuo scambio di esperienze per favorire ulteriori passi avanti nella lotta a questa vera e propria epidemia”.

NUMERI DEL DIABETE IN ITALIA

  • Il 4,5% della popolazione assistita dal SSN ha il diabete; in termini assoluti vale a dire circa 3 milioni di italiani (fonte: Osservatorio Arno Diabete, Consorzio Interuniversitario Cineca)
  • In aggiunta, almeno un milione di Italiani è diabetico senza sapere di esserlo(AMD-Associazione Medici Diabetologi e SID-Società Italiana di Diabetologia)
  • Nel 1997 le persone con diabete rappresentavano il 3% della popolazione; sono particolarmente aumentate quelle con il tipo 2, passate da circa il 2,7% di 10 anni fa al 4,1% di oggi (Osservatorio Arno Diabete)
  • Il 92,1% è colpito da diabete di tipo 2, forma che appare di solito nell'adulto, ma di recente sempre più tra i giovani, perché legato soprattutto al sovrappeso e all’obesità (Annali AMD 2007)
  • Per il 2025, la crescita dei casi di diabete in Italia sarà di circa +50% rispetto ad oggi: si prevede, cioè, che tra 20 anni sarà diabetico quasi 1 italiano su 10 (Organizzazione Mondiale della Sanità, IDF-International Diabetes Federation)
  • Il 53,7% dei diabetici è maschio (Annali AMD 2007)
  • Il 59% ha più di 65 anni, il 33,7% tra 45 e 65, ma oltre il 7% ne ha meno di 35 (Annali AMD 2007)
  • Una persona con diabete costa annualmente al SSN in media 2589 euro: 827 (31,9%) per farmaci, 1274 (49,2%) per ricoveri dovuti alle complicanze, 488 (18,9%) per prestazioni specialistiche e diagnostiche (Osservatorio Arno Diabete)
  • Una persona con diabete assorbe il 54% di risorse in più di un assistito non diabetico, anche e soprattutto per malattie e disturbi concomitanti (ipertensione, dislipidemia, ecc.) e per l’incidenza delle inevitabili complicanze (Osservatorio Arno Diabete)
  • Le complicanze: la malattia coronarica (angina, infarto) è da 2 a 4 volte più frequente rispetto ai non diabetici; le persone con diabete contribuiscono per circa un terzo ai nuovi casi di dialisi; la metà di tutte le amputazioni non legate a traumi è causata dal diabete; la patologia è un'importante causa di disfunzione sessuale; infine, il diabete rappresenta la prima causa di cecità fra gli adulti (AMD-Associazione Medici Diabetologi e SID-Società Italiana di Diabetologia)
  • Il 61,3% delle persone con diabete è in cura con ipoglicemizzanti orali, il 17,7% con insulina, il 9,5% con ipoglicemizzanti più insulina e l’11,5% esclusivamente con interventi sullo stile di vita (Annali AMD 2007)
  • Oltre un terzo dei soggetti con diabete di tipo 2 è obeso (38,5% con BMI <30) e meno del 20% risulta normopeso. Invece, nei pazienti con diabete tipo 1 è in sovrappeso od obeso “solo” il 22,3% dei pazienti (Annali AMD 2007)
  • Oltre un quarto dei soggetti con diabete tipo 1 (27,4%), e il 17,5% di quelli con tipo 2, risultano fumatori. Il dato fra i soggetti con tipo 1 è particolarmente allarmante, alla luce del forte rischio di complicanze microvascolari correlate al fumo di sigaretta (Annali AMD 2007)
  • Buono il grado complessivo di compenso glicometabolico nella popolazione assistita, anche se i risultati indicano la necessità di migliorare l’intervento terapeutico: l’emoglobina glicosilata (HbA1c) risulta, infatti, superiore a 7 in un’altissima (72,1%) percentuale di pazienti con diabete di tipo 1 e in oltre la metà (54,9%) dei pazienti con diabete di tipo 2 (Annali AMD 2007)

 
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