Dal congresso dell'AHA 2008 AHA Scientific Sessions 2008 November 8-12, 2000 - New Orleans, Louisiana
11 novembre
SINDROMI CORONARICHE ACUTE Studio TIMACS: una strategia invasiva precoce è sicura nelle SCA non associate a sopraslivellamento ST
ed è superiore nei pazienti ad alto rischio
Una strategia invasiva precoce – che prevede l’esecuzione della coronarografia entro 24 ore, seguita da una procedura di rivascolarizzazione percutanea (PCI) o un intervento di bypass aortocoronarico (CABG) se indicato – è sicura nei pazienti con angina instabile o infarto miocardico non associato a sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI), ma, globalmente, ha lo stesso impatto di una strategia conservativa sul rischio di morte, nuovo IM o ictus: queste sono le conclusioni a cui è giunto un trial clinico randomizzato presentato in occasione delle Scientific Sessions AHA 2008.
Cardiomiopatia dilatativa post-miocardite:
c’è speranza
per l’interferon
Un trial di fase 2 ha documentato che l’interferon beta-1b (IFNB-1b) (betaferon/betaseron) può risultare efficace nella cardiomiopatia dilatativa post-miocardite (CMD postM). Heinz Peter Schultheiss, MD (Charité-Univ Medizin, Berlino, Germania) ha presentato i risultati di questo studio in occasione delle Scientific Sessions dell’AHA 2008.
IPERTENSIONE Il tè all’ibisco riduce la pressione arteriosa
In un trial clinico randomizzato di dimensioni limitate, tre tazze di tè all’ibisco ogni giorno per 6 settimane hanno ridotto la pressione arteriosa sistolica (PAS) di circa 7 mmHg in soggetti con una condizione di pre-ipertensione o lievemente ipertesi. Nei soggetti con una PAS al di sopra di un valore mediano di 129 mmHg, l’entità della riduzione della pressione è risultata doppia, pari a circa 14 mmHg dopo 6 settimane, con una riduzione significativa anche della pressione arteriosa diastolica e di quella media.
Valore prognostico di MR-proADM versus BNP:
non tutti i punti di vista concordano
Sembra che un nuovo biomarcatore predica la mortalità a 3 mesi nello scompenso cardiaco acuto meglio del peptide natriuretico cerebrale (BNP) nei soggetti che si presentano in pronto soccorso con dispnea: il MR-proADM (regione meso dell’adrenomedullina) è risultato superiore anche al peptide N-terminale del BNP (NT-proBNP), e tali dati suggeriscono che esso possa risultare un aiuto prezioso per guidare il triage dei pazienti con scompenso cardiaco ad alto rischio che hanno bisogno di essere prontamente trattati in maniera intensiva.
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