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American College
of Cardiology

57th Annual Scientific Session
Chicago (Illinois), 29 marzo-1 aprile 2008

31 marzo

CARDIOLOGIA GENERALE
Studio ALLAY: l’aliskiren riduce l’ipertrofia ventricolare sinistra

 

In base ai risultati di uno studio presentato nella giornata odierna al congresso ACC.08, l’inibitore diretto della renina aliskiren riduce l’ipertrofia ventricolare sinistra (IVS) in maniera sovrapponibile rispetto all’antagonista recettoriale dell’angiotensina losartan, che è attualmente l’agente con le maggiori evidenze di efficacia su questo endpoint.

Si tratta dello studio ALLAY (The ALiskiren Left Ventricular Assessment of HypertrophY), condotto in 77 centri in otto paesi, che ha valutato se l’aliskiren, da solo o in associazione con il losartan, fosse più efficace rispetto al losartan in termini di riduzione della IVS in soggetti ipertesi sovrappeso. Dopo aver screenato 1.086 pazienti, i ricercatori hanno randomizzato 460 pazienti ipertesi con un indice di massa corporea superiore a 25 kg/m2 ed evidenza di IVS a uno dei tre trattamenti seguenti per 36 settimane: 300 mg/die di aliskiren (n=154), 100 mg/die di losartan (n=152) o 300 mg/die di aliskiren più 100 mg/die di losartan (n=154). Tutti i pazienti sono stati trattati in modo da raggiungere i livelli pressori target.

Gli autori hanno messo a confronto le variazioni dell’indice di massa del ventricolo sinistro (left ventricular mass index [LVMI]), valutato mediante risonanza magnetica nucleare, fra la base e le 36 settimane. Sono state valutate anche le variazioni dei volumi del ventricolo sinistro, del monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 ore e del voltaggio dell’ECG durante il medesimo periodo di 36 settimane.

L’aliskiren è risultato efficace quanto il losartan in termini di riduzione della massa del ventricolo sinistro, che è risultata migliorata in maniera significativa in tutti i gruppi di trattamento dopo 9 mesi di terapia. L’entità della riduzione della massa del ventricolo sinistro è risultata maggiore nel gruppo assegnato all’associazione dei due farmaci, ma tale dato non ha raggiunto la significatività statistica. L’aliskiren, sia in monoterapia sia in associazione con il losartan, è risultato tollerato ottimamente, senza nessuna differenza in termini di eventi avversi fra i gruppi e con un livello molto basso di eventi avversi globalmente. Non è stato riscontrato un aumento del rischio di iperkaliemia, ipotensione o disfunzione renale nei pazienti trattati con l’aliskiren da solo o in associazione.  

   
S. Solomon,
USA

“L’aliskiren inibisce il sistema renina-angiotensina-aldosterone all’inizio della cascata. È probabile che i pazienti traggano i medesimi benefici dall’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone a questo livello piuttosto che a un livello più distale” ha detto il Dott. Scott Solomon, (Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School, USA), autore principale di questo studio. “Inoltre, l’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone con un ACE-inibitore o un sartano comporta un aumento riflesso dell’attività reninica plasmatica. Ciò fornisce il razionale per associare un inibitore della renina con un altro inibitore del sistema renina-angiotensina-aldosterone: infatti, l’aliskiren riduce l’attività reninica plasmatica sia quando viene somministrato in monoterapia che quando viene assunto in associazione con un ACE-inibitore o un sartano”.

Salomon ha concluso: “Questi dati suggeriscono che l’aliskiren, primo inibitore della renina attivo per via orale e già approvato per il trattamento dell’ipertensione [negli USA, ma non in Italia, NdT], è efficace quanto un sartano in termini di riduzione della massa del ventricolo sinistro. Insieme con altri dati recenti, che indicano un beneficio incrementale dell’aliskiren nella riduzione della proteinuria dei pazienti diabetici e un miglioramento degli indicatori della funzione cardiaca nei pazienti affetti da scompenso cardiaco, i risultati dell’ALLAY indicano che l’aliskiren è efficace per la protezione dal danno d’organo, oltre la semplice riduzione dei valori pressori”.

Le slide dello studio

 
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