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American College
of Cardiology

57th Annual Scientific Session
Chicago (Illinois), 29 marzo-1 aprile 2008

31 marzo

rischio Cardiometabolico
JUPITER interrotto: la rosuvastatina riduce la morbilità e la mortalità cardiovascolari. Per ASTEROID dati aggiornati

 

La rosuvastatina è salita alla ribalta del congresso ACC.08 per l’annuncio secondo il quale uno studio di grandi dimensioni – che ha come endpoint eventi clinici rilevanti – è stato interrotto prima del termine prefissato perché questa statina si è dimostrata superiore al placebo in termini di riduzione della mortalità e della morbilità cardiovascolari.

Si tratta dello studio Justification for the Use of Statins in Primary Prevention: an Intervention Trial Evaluating Rosuvastatin (JUPITER), un trial randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, a lungo temine, multinazionale e di grandi dimensioni, disegnato per valutare in maniera diretta se sia corretto trattare con una statina (20 mg/die di rosuvastatina) soggetti apparentemente sani con ridotti livelli di colesterolo LDL, ma elevati livelli di proteina C-reattiva (PCR).

L’interruzione del trial JUPITER ha fatto da contraltare ai deludenti risultati dello studio ENHANCE. Da parte sua l’American College of Cardiology ha preso posizione sull’argomento, rilasciando un documento ufficiale in cui si ribadisce a tutti i medici l’importanza di prescrivere farmaci ipolipemizzanti, e in particolare statine, la cui efficacia clinica sia stata dimostrata. La casa produttrice della rosuvastatina, l’AstraZeneca, ha rilasciato alla stampa un comunicato in cui si ribadisce che il comitato indipendente di controllo dei dati ha rilevato “l’inequivocabile evidenza di una riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolari”.

In totale, lo studio ha incluso 15.000 soggetti, di età superiore ai 50 anni per il sesso maschile e di età superiore ai 60 anni per il sesso femminile, senza storia di IM, ictus o intervento di rivascolarizzazione arteriosa e con livelli di colesterolo LDL <130 mg/dl. I pazienti sono stati considerati a rischio di coronaropatia sulla base di elevati livelli di PCR. Il ricercatore principale dello studio è il Dott. Paul Ridker (Brigham and Women's Hospital, Boston, USA).

Al congresso ACC.08 sono stati presentati anche i dati aggiornati di un altro studio sulla rosuvastatina, l’ASTEROID. Si tratta di un trial precedente rispetto allo JUPITER, che aveva come endpoint la dimostrazione di una regressione dell’aterosclerosi coronarica in seguito al trattamento con la rosuvastatina. In totale, 507 partecipanti con aterosclerosi coronarica documentata sono stati trattati con 40 mg/die di rosuvastatina.

I primi risultati, che risalgono al 2006, hanno suscitato grande interesse, in quanto venne per la prima volta dimostrato inequivocabilmente che una statina riusciva a ottenere non semplicemente una riduzione della progressione, ma proprio una regressione, dell’aterosclerosi coronarica: 40 mg/die di rosuvastatina riducevano i livelli di colesterolo LDL di oltre il 50%, fino a un valore medio di 61 mg/dl, aumentavano i livelli di HDL del 14% e riducevano il volume dell’ateroma coronarico valutato mediante IVUS in lesioni inferiori al 50%. I dati attuali si riferiscono a 292 pazienti con stenosi coronariche comprese fra il 25 e il 100%, in cui la percentuale di stenosi – valutata mediante angiografia quantitativa – è risultata ridotta in media dal 37,3+/-8,4% a 36,0+/-10,0% (p<0,001).

Ovviamente, lo studio JUPITER, che ha valutato endpoint clinici, costituisce un passo avanti notevole rispetto all’ASTEROID e non ci resta che attendere i risultati definitivi di questo trial, per i quali dovremo aspettare meno del previsto, vista l’interruzione precoce annunciata in occasione di ACC.08. Per completare il quadro, restiamo anche in attesa dei risultati del trial AURORA, che sta valutando il ruolo della rosuvastatina nei pazienti in emodialisi cronica.

Sullo studio JUPITER: Rosuvastatin in the Primary Prevention of Cardiovascular Disease Among Patients With Low Levels of Low-Density Lipoprotein Cholesterol and Elevated High-Sensitivity C-Reactive Protein. Rationale and Design of the JUPITER Trial. Circulation 2003;108:2292-2297

Le slide dello studio ASTEROID

 
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