American College
of Cardiology 57th Annual Scientific Session
Chicago (Illinois), 29 marzo-1 aprile 2008
1 aprile
RISCHIO CARDIOMETABOLICO Studio STRADIVARIUS: l’effetto
del rimonabant
sulla progressione dell’aterosclerosi nei pazienti
con obesità addominale
e malattia coronarica
Di fronte all’epidemia di obesità che si sta verificando in tutto il mondo e al carico di complicanze che essa comporta, sono necessarie e urgenti nuove strategie di intervento.
CARDIOLOGIA GENERALE Studio CARISMA: ruolo del loop-recorder nei pazienti
con una ridotta frazione di eiezione post-infarto
I pazienti che hanno una frazione di eiezione del ventricolo sinistro ridotta dopo un infarto miocardico (IM) presentano un aumentato rischio di bradiaritmie e di tachiaritmie anche molto tempo dopo l’evento ischemico acuto. Sappiamo peraltro che si tratta di una popolazione a elevato rischio di aritmie ventricolari maligne e di morte cardiaca improvvisa.
INTERVENTISTICA Studio CONTRAST: quale mezzo
di contrasto è meno nefrotossico?
I pazienti coronaropatici presentano spesso una disfunzione renale, oppure sono diabetici, il che li espone comunque al rischio di una nefropatia diabetica; d’altro canto, i pazienti affetti da insufficienza renale presentano un aumento ben documentato dell’incidenza di cardiopatia ischemica.
Il sito del congresso
http://acc08.org/ il sito del congresso: dove trovare le informazioni sull'edizione 2008.
INTERVENTISTICA EVEREST: una clip valvolare inserita per via percutanea riduce l’insufficienza mitralica e induce
un rimodellamento favorevole
nei pazienti con IM funzionale
I risultati a due anni dello studio EndovascularValveEdge-to-EdgeRepairStudy (EVEREST) sul dispositivo MitraClip in pazienti con insufficienza mitralica (IM) funzionale suggeriscono che questo dispositivo – una versione percutanea dell’intervento di riparazione valvolare mitralica edge-to-edge — può ridurre la gravità della malattia e sembra favorire un rimodellamento favorevole del ventricolo sinistro.
ARITIMIE Lo studio TRENDS: il monitoraggio ECG a lungo termine
e il rischio di ictus
La fibrillazione atriale (FA), parossistica, permanente o cronica, si associa con un aumento del rischio di ictus, così come il flutter atriale o la tachicardia atriale (TA). Questi pazienti vengono trattati con aspirina o con dicumarolici, in base al rischio tromboembolico che presentano: esistono infatti diverse modalità per la stratificazione del rischio tromboembolico di questi pazienti, la più conosciuta delle quali è nota con l’acronimo CHADS2.
DIABETE E CABG Studio VICTORY: il rosiglitazone
non previene
la progressione dell’aterosclerosi post-CABG
nel diabete di tipo 2
I pazienti diabetici costituiscono una popolazione notoriamente ad alto rischio di eventi cardiovascolari, compresa la restenosi dopo un’angioplastica e la progressione dell’aterosclerosi a livello dei graft impiantati con l’intervento di bypass aortocoronarico.
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