Obesita’: dimagrire fa bene all’endotelio
Dimagrire fa bene alla salute e mobilizza le cellule progenitrici endoteliali (EPC). A dimostrarlo è uno studio presentato dal Prof. Gerit-Holger Schernthaner, del Medical University di Vienna al congresso annuale dell’ESC . Nei pazienti con obesità patologica ( BMI >40) le cellule progenitrici endoteliali e le EPC attivate risultano ridotte. A seguito di un calo ponderale cospicuo, quale quello indotto dagli interventi di chirurgica bariatrica, al contrario le EPC e le EPC attivate aumentano di numero (queste ultime di ben 4 volte), pur non raggiungendo i livelli degli individui magri di pari età.
L’aumento delle EPC rilevato in questo studio si associava inoltre ad una riduzione delle adipocitochine, dell’infiammazione vascolare e della resistenza insulinica. Queste osservazioni potrebbero aprire la strada a nuove terapie, mirate a riguadagnare un po’ dei 12 anni di vita che i soggetti obesi vivono in media di meno rispetto agli individui normopeso.
Questo studio, realizzato nell’ambito del progetto Endothelial Progenitor Cells and Diabetes finanziato dalla Austrian Diabetes Association, è stato effettuato presso due ospedali viennesi e ha arruolato 120 pazienti con obesità patologica e 60 controlli. Il livelli di EPC, di adipocitochine infiammatorie e di insulino-resistenza dei soggetti obesi sono stati misurati di base e a distanza di due anni dall’intervento di bypass gastrico, che ha determinato in media in questi soggetti una perdita di peso di circa 40 kg.
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Diversi studi hanno messo in evidenza il ruolo delle EPC di derivazione midollare nella vasculogenesi e nell’angiogenesi del tessuto ischemico. Sempre più importante appare inoltre il ruolo delle EPC circolanti nella rigenerazione endoteliale. Analogamente è stato evidenziato che una riduzione del numero delle EPC nel contesto di un infarto miocardico acuto, condiziona negativamente la prognosi. Altri studi hanno dimostrato che l’infusione o il trapianto transcoronarico di EPC nei pazienti con angina stabile o acuta è in grado di determinare un miglioramento della funzione del ventricolo sinistro.
Lo studio dei ricercatori viennesi ha dimostrato per la prima volta che nei soggetti obesi è presente un’alterazione significativa delle EPC e che potrebbero essere gli elevati livelli di interleukina-18 di derivazione adipocitaria a sopprimere l’attivazione delle EPC. La riduzione di mortalità e morbilità cardiovascolare osservata negli obesi, dopo un cospicuo calo ponderale, potrebbe dunque essere almeno in parte spiegata dall’aumento delle EPC e in particolare dall’aumento delle EPC attivate.
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