MERLIN-TIMI 36: una sorpresa dal cappello del mago
Gli effetti della ranolazina, un nuovo farmaco antianginoso con proprietà elettrofisiologiche (inibisce la corrente tardiva del sodio, determinando una riduzione del sodio intracellulare e un sovraccarico di calcio) sono stati indagati nell’ambito dello studio MERLIN-TIMI 36 che ha arruolato 6560 pazienti con sindromi coronariche acute NSTE.
I pazienti sono stati randomizzati a ranolazina o placebo, in aggiunta alla terapia convenzionale. Per i primi 7 giorni dopo la randomizzazione sono state effettuate registrazioni continue ECG Holter. I pazienti del gruppo trattato con ranolazina hanno presentato un’incidenza significativamente inferiore di aritmie; in particolare sono stati registrati un minor numero di episodi di TV >8 battiti, di tachicardia sopraventricolare, di FA di nuova insorgenza o di pause >3 secondi.
Tra i due gruppi non sono state rilevate differenze significative in termini di morte improvvisa nei successivi 12 mesi di follow-up (1,7% nel gruppo ranolazina contro 1,9% nel gruppo di controllo).
Tra i pazienti ricoverati per ACS-NSTE la ranolazina ha dunque ridotto la comparsa di aritmie, come dimostrato dalle registrazioni ECG continue effettuate nella prima settimana dal momento del ricovero. Si tratta del primo studio a dimostrare la potenziale azione antiaritmica di questo farmaco e, alla luce di questi risultati, sembra appropriato valutare queste nuove caratteristiche della ranolazina all’interno di studi prospettici.
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