High risk plaque: screening high tech per 7 mila americani

V. Fuster, USA |
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Negli ultimi anni si è andata sempre più affermando la pratica dell’imaging multimodale, di pari passo ai progressi della risonanza magnetica cardiaca e della TAC coronarica. La multimodalità e l’imaging ibrido che producono immagini di fusione del cuore e dei grandi vasi si avvalgono di una serie di tecniche di imaging simultanee, quali la PET-TAC e la SPECT-TAC.
È importante per i medici tener dietro ai rapidi progressi di questo campo e aderire alle linee-guida. “Una delle sfide più importanti dei prossimi anni nel campo dell’imaging cardiovascolare, ha affermato il Prof. Valentin Fuster, direttore del Mount Sinai Heart di New York e past-president dell’AHA e della WHF, “sarà l’individuazione della malattia aterotrombotica in stadio subclinico, così da poter intervenire tempestivamente con un trattamento adeguato”.
Per validare le migliori tecnologie disponibili al momento e valutare il loro impatto da un punto di vista di costi/benefici a livello di popolazione generale, partirà tra circa un mese lo studio HRP (High Risk Plaque), organizzato dall’associazione Humana Health Plan, che ricercherà le caratteristiche delle malattie cardiovascolari in stadio subclinico attraverso tecniche di imaging, misurazione di biomarker circolanti e valutazione dei fattori di rischio in grado di predire la progressione verso la malattia cardiovascolare conclamata.
Lo studio arruolerà 7300 soggetti tra uomini (età 55-80 anni) e donne (età 60-80 anni); per rispecchiare la composizione della popolazione Usa il campione sarà rappresentato dal 69% di bianchi, il 12% di neri, il 13% di ispanici, il 4% di asiatici e il 2% di appartenenti ad altre etnie.
Seimila dei partecipanti allo studio saranno valutati per il rischio Framingham e attraverso varie modalità di imaging (calcificazioni carotidee e coronariche, spessore intima-media carotideo, arteriopatia periferica valutata attraverso l’indice caviglia-braccio. Verranno inoltre ricercati marker di rischio biochimici putativi e i campioni di sangue prelevati saranno stoccati per future analisi. Nel follow-up, che avrà luogo nei successivi tre anni, verrà registrata la comparsa di eventi cardiovascolari (infarti, altre forme di coronaropatie, ictus). I restanti 1300 soggetti saranno valutati e seguiti nel follow-up in maniera simile, ma non saranno sottoposti a studi di imaging.
Per lo studio HRP verranno utilizzate delle unità mobili contenenti le apparecchiature di imaging.
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