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EASD 2007
43rd Annual Meeting of EASD
Amsterdam (The Netherlands), 17-21 settembre 2007

2 settembre

Inibitori diretti della renina: antiipertensivi con un futuro nella terapia antiscompenso

 

L’aliskiren il primo inibitore diretto della renina, oltre ad essere un efficace antiipertensivo, potrebbe diventare un valido presidio terapeutico anche per lo scompenso cardiaco. Lo suggeriscono i risultati dello studio ALOFT (Aliskiren Observation of heart Failure Treatment study), presentati a Vienna in occasione del congresso annuale dell’ESC.

Lo studio, della durata di 12 settimane, ha arruolato 302 pazienti con scompenso cardiaco di classe II-IV NYHA e storia di ipertensione arteriosa, con valori di BNP (B-type natriuretic peptide) >100 pg/ml al momento dell’arruolamento. I pazienti, reclutati presso 73 centri in 9 paesi e già in terapia antiscompenso ottimale con ACE-inibitori, o sartani e beta-bloccanti, sono stati randomizzati a ricevere aliskiren al dosaggio di 150 mg/die o placebo. ALOFT è stato disegnato principalmente allo scopo di valutare la safety e la tollerabilità dell’aliskiren, ma sono state effettuate anche una serie di misure di efficacia, quali l’effetto dell’aliskiren sulle concentrazioni di BNP, di NT-pro-BNP e di aldosterone.

 
J. McMurray, UK

Al termine dei 3 mesi di trattamento, l’inibitore diretto della renina rispetto al placebo ha prodotto una riduzione del 25% del BNP e dell’ NT-pro-BNP; la riduzione per l’aldosterone urinario è stata invece del 21%. Favorevoli sono risultate anche le variazioni della pressione di riempimento ventricolare sinistro. Il farmaco è risultato nel complesso molto ben tollerato. “Alla luce di questi risultati preliminari” ha commentato il Prof. John McMurray, British Heart Foundation Cardiovascular Research Center, Università di Glasgow, UK, “sembra appropriato indagare ulteriormente il ruolo dell’aliskiren come terapia alternativa o di associazione agli ACE-inibitori o ai sartani nello scompenso cardiaco. In generale, sarà comunque necessario valutare se alla riduzione del BNP corrisponda un reale beneficio clinico nel lungo termine”.

L’aliskiren è stato approvato come antiipertensivo negli Stati Uniti nel marzo scorso, e dall’Emea nel mese di agosto.

 
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