EUROASPIRE III: la strada della prevenzione cardiovascolare e’ ancora tutta in salita

R. Ferrari,
presidente eletto
dell’ESC |
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E mentre gli esperti di tutto il mondo si affannano a dettare le regole delle “giuste misure” per minimizzare il rischio cardiovascolare, nella pratica clinica ancora molto resta da fare per mettere in atto tali indicazioni.
A rivelarlo è la terza edizione di EUROASPIRE, il sondaggio che fotografa lo stato della prevenzione secondaria nel campo delle malattie cardiovascolari in 22 nazioni europee. A distanza di un anno da un ricovero per eventi cardiovascolari o interventi di rivascolarizzazione a fumare è ancora il 18,2% dei pazienti; il 38% è obeso e ben il 54,9% è affetto da obesità centrale (questi ultimi dati in netto aumento rispetto alla prima indagine condotta nel 1994, con rispettivamente; allora gli obesi erano il 25% e i pazienti affetti da obesità centrale il 42,2%).
Preoccupanti anche i dati relativi al controllo della pressione: ben il 60,9% di questi pazienti non raggiunge gli obiettivi indicati dalle linee-guida. Drammatica è anche la progressione del diabete rispetto alla prima survey: 28% dei pazienti intervistati per EUROASPIRE III risultava diabetico (e il 78% di questi con un’HbA1c >7,0), contro il 17,4% di EUROASPIRE I. Una nota positiva viene invece dai dati relativi al colesterolo: i pazienti con ipercolesterolemia e con aumento dell’LDL risultano dimezzati rispetto alla prima indagine (dal 95 circa al 46% attuale), merito questo di un diffusissimo impiego delle statine (nell’ultima indagine ad usarle è l’87% dei pazienti, contro il 18,1% del 1994).
Nell’insieme, cifre deludenti che meritano interventi immediati, sia sul fronte politico che su quello dell’implementazione dei programmi di prevenzione e di riabilitazione strutturati. “I risultati relativi ai trend temporali di variazione dello stile di vita” ha commentato il Prof. Guy De Backer, coordinatore nazionale per il Belgio di EUROASPIRE, “sono decisamente sconfortanti. Dimostrano quanto sia difficile per un adulto cambiare abitudini di vita ma rispecchiano anche la limitatissima attenzione riservata alla prevenzione anche nei pazienti con cardiopatie conclamate. I sistemi sanitari europei continuano a considerare lo stile di vita una faccenda privata. È necessario al contrario riservare a questi pazienti un approccio professionale e multidisciplinare che coinvolga sia i medici di famiglia che centri specializzati in cardiologia preventiva”.
“I pazienti hanno bisogno di un supporto professionale per modificare il loro stile di vita” ha sottolineato il Prof. David Wood, principal investigator di EUROASPIRE, “e per correggere i loro fattori di rischio in maniera più efficace. Limitarsi a mettere loro in mano una ricetta non basta. I pazienti devono capire la natura della loro malattia e come combatterla attraverso i farmaci e lo stile di vita. Obiettivi questi che possono essere raggiunti solo attraverso un programma completo e ben strutturato di riabilitazione e di prevenzione”.
Infine, una nota positiva: in Italia la prevalenza dei fumatori tra i pazienti con malattie cardiovascolari è di appena il 14%, la percentuale più bassa di tutta Europa. “Una volta tanto” ha commentato il Prof. Roberto Ferrari, presidente eletto dell’ESC, “siamo quelli da prendere ad esempio grazie alla legge Sirchia, che ha bandito il fumo dai luoghi pubblici”.
EUROASPIRE III
I dati di EUROASPIRE
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