Introduzione
EASD 2007: molte novità ad Amsterdam
Settembre 2007: ecco di nuovo l’EASD.
Quest’anno siamo ad Amsterdam, per la 43a edizione, sempre più grande, più lunga con i vari simposi satellite (20 il giorno 17 e altri 4 tra il 21 e il 23), sempre più affollata… quest’anno i partecipanti, secondo quanto detto dal presidente Ferrannini, erano 15.000.
La sede del congresso al RAI Convention Center è stata all’altezza della manifestazione con i suoi ampi spazi sempre ben segnalati. E nell’ampia area espositiva è stato era stato realizzato un canale con dei ponticelli per ricordarci che eravamo nella Venezia del nord. Sì, perché la città è degna di tale nome con la sua fitta rete di canali, con i ponti, le innumerevoli le botteghe antiche talvolta un po’ polverose e racchiude un fascino tutto particolare. Anche sotto la pioggia, che ci ha accompagnato spesso durante il periodo del congresso, la città era estremamente gradevole e affascinante. Tra una relazione e l’altra, sfruttando l’efficiente rete di tram, non è mancata la visita ai bellissimi musei della città o una passeggiate nell’antico quartiere Jordan, ora ristrutturato, dove si può bere un caffè fatto in una cucina di una birreria del ’600, e una gita al variopinto mercato dei fiori.
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E. Ferrannini,
Presidente EASD |
Come ogni volta, l’aspetto scientifico dell’EASD è stato di altissimo livello. Fin dalla openig lecture, quando il Prof. Hattersley Andrei ci ha prospettato una nuova interpretazione genetica molecolare della eziologia del diabete e ha proposto l’allargamento di test diagnostici di genetica per meglio precisare la diagnosi del diabete al fine di mirare meglio la terapia. Da parte sua il Prof. Ceriello ci ha presentato le linee-guida stilate dall’IDF sulla iperglicemia postprandiale, invitando ad una sempre maggiore attenzione a questo importante fattore di rischio. Il presidente EASD Ferrannini ha presentato il consensus sulla standardizzazione della Hb glicata, stimolando il dibattito sulla necessità di riconsiderarla come paramento di valutazione del controllo metabolico dei nostri pazienti. Sono poi stati presentati lo studio 4T sulla terapia nel diabete di tipo 2, che ha confrontato diversi schemi di terapia insulinica associato all’ipoglicemizzante orale, e il RISC study (Relationship between Insulin Sensitivity and Cardiovascular risk), che ha valutato quanto l’insulino-resistenza è predittiva di danno cardiovascolare in 1300 soggetti sani studiati con clamp.
Sono solo alcuni degli argomenti affrontati di cui vi riportiamo una sintesi, quest’anno in inglese.
Buona lettura e al prossimo EASD.
Marco Comoglio
Luca Richiardi
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