Late-Breaking Clinical Trials: POISE
Risultati contraddittori per i beta-bloccanti nei pazienti sottoposti a un intervento di chirurgia non cardiaca

P.J. Devereaux,
Canada
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Al Congresso AHA 2007 sono stati presentati i risultati di uno studio clinico di ampie dimensioni circa l’efficacia dei beta-bloccanti nella prevenzione di eventi cardiovascolari acuti nei pazienti già affetti da una malattia cardiovascolare sottoposti a un intervento di chirurgia non cardiaca.
Lo studio Perioperative Ischemic Evaluation (POISE) è il trial clinico randomizzato e controllato di maggiori dimensioni mai eseguito per la valutazione dell’efficacia dei beta-bloccanti in termini di prevenzione degli eventi cardiovascolari peri-operatori nei pazienti sottoposti a un intervento di chirurgia non cardiaca.
Questo studio ha arruolato 8351 pazienti con le caratteristiche seguenti: indicazione all’esecuzione di un intervento maggiore di chirurgia non cardiaca, età uguale o superiore a 45 anni, una degenza ospedaliera attesa superiore alle 24 ore e presenza di una fra sei condizioni patologiche cardiovascolari (malattia coronarica, vasculopatia periferica, ictus, ricovero per scompenso cardiaco negli ultimi tre anni, intervento maggiore di chirurgia vascolare o presenza di almeno tre fra sette criteri di alto rischio cardiovascolare).
I pazienti sono stati randomizzati a una dose orale di 100 mg di metoprololo a rilascio controllato (n=4174) o al placebo (n=4177) corrispondente da 2 a 4 ore prima dell’intervento chirurgico e fra zero e sei ore dopo l’intervento stesso. Dodici ore dopo la prima dose post-operatoria, il paziente iniziava ad assumere regolarmente il metoprololo alla dose di 200 mg/die per os o il placebo corrispondente per 30 giorni. Se il paziente non poteva assumere il farmaco per os in un dato momento dello studio, si somministrava il metoprololo ev alla dose di 15 mg o una quantità equivalente di soluzione fisiologica ogni sei ore, fino a che non era possibile ritornare alla somministrazione orale.
L’endpoint primario era un endpoint composito di morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non fatale e arresto cardiaco non fatale. Sono stati considerati endpoint secondari: fibrillazione atriale; nuovo ricovero per motivi cardiaci; le singole componenti dell’endpoint primario; mortalità totale; procedure di rivascolarizzazione; scompenso cardiaco congestizio; bradicardia clinicamente significativa; ipotensione clinicamente significativa.
“Il nostro studio ha documentato una forte evidenza che il metoprololo CR nella fase perioperatoria previene l’infarto miocardico (l’incidenza dell’endpoint primario composito è infatti risultata inferiore nel gruppo in trattamento attivo rispetto al gruppo di controllo), ma preoccupa l’evidenza in base alla quale aumenterebbe la mortalità totale e il rischio di ictus”, ha detto Philip J. Devereaux, MD, autore principale dello studio e docente associato presso il Dipartimento di Epidemiologia Clinica e Biostatistica della Università McMaster a Hamilton, nell’Ontario (Canada). “I nostri dati hanno evidenziato una riduzione degli episodi di fibrillazione atriale e della necessità di rivascolarizzazione miocardica e un aumento degli episodi di bradicardia e ipotensione clinicamente significativi con il beta-bloccante”.
Endpoint primario ed endpoint secondari maggiori
Evento |
Metoprololo (n=4174),
n (%) |
Placebo (n=4177),
n (%) |
Rapporto di rischio |
p |
Endpoint composito primario |
243 (5,8) |
290 (6,9) |
0,83 |
0,04 |
IM non fatale |
151 (3,6) |
215 (5,1) |
0,70 |
0,0007 |
Mortalità totale |
129 (3,1) |
97 (2,3) |
1,33 |
0,03 |
Ictus |
41 (1,0) |
19 (0,5) |
2,17 |
0,005 |
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Endpoint secondari
Evento |
Metoprololo (n=4174),
n (%) |
Placebo (n=4177),
n (%) |
Rapporto di rischio ratio |
p |
Rivascolarizzazione |
11 (0,3) |
27 (0,6) |
0,41 |
0,01 |
Fibrillazione atriale |
91 (2,2) |
120 (2,9) |
0,76 |
0,04 |
Ipotensione significativa |
626 (15,0) |
404 (9,7) |
1,55 |
<0,0001 |
Bradicardia significativa |
274 (6,6) |
101 (2,4) |
2,71 |
<0,0001 |
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Devereaux ha concluso che i medici che “prendono in considerazione l’utilizzo del beta-bloccante nella fase perioperatoria devono riflettere attentamente, ascoltando anche il parere del paziente, sul bilancio fra i potenziali rischi e i potenziali benefici di questo trattamento”.
Lo studio è stato finanziato da AstraZeneca.
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