Parole da cercare:
Almeno una parola
Tutte le parole
Frase intera
   
  ‹‹‹ Clicca sui pulsanti per vedere il dettaglio dei giorni!

AHA Scientific Sessions 2007
4-7 novembre 2007
Orlando, Florida

6 novembre

Late-Breaking Clinical Trials: AF-CHF
Controllo del ritmo vs controllo della frequenza per la fibrillazione atriale nei pazienti con scompenso cardiaco

 

La strategia di controllo del ritmo e la strategia di controllo della frequenza nei pazienti affetti da fibrillazione atriale e scompenso cardiaco sono equivalenti in termini di mortalità e morbilità: queste le conclusioni di uno studio presentato il 6 Novembre nella Sessione dei Late-breaking clinical trial del Congresso AHA 2007.

Lo studio Atrial Fibrillation and Congestive Heart Failure (AF-CHF), con disegno prospettico, randomizzato e multicentrico, ha arruolato 1376 pazienti presso 123 centri clinici in Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Europa e Israele.

La fibrillazione atriale e lo scompenso cardiaco costituiscono due condizioni cliniche molto frequenti e comportano entrambe rischi significativi in termini di morbilità e mortalità. Lo scompenso cardiaco si associa frequentemente all’insorgenza della fibrillazione atriale e, dal canto suo, la fibrillazione atriale, se ha una elevata risposta ventricolare e persiste a lungo nel tempo, può provocare uno scompenso cardiaco.
Studi recenti su pazienti con fibrillazione atriale hanno documentato che la strategia di controllo del ritmo (cardioversioni ripetute e profilassi delle recidive con farmaci anti-aritmici per ottenere il ripristino del ritmo sinusale e la sua successiva persistenza) e la strategia di controllo della frequenza (terapia medica con farmaci che controllino la risposta ventricolare per evitare fasi tachiaritmiche e persistenza quindi della fibrillazione atriale) sono equivalenti in termini di morbilità e mortalità.
In tutti gli studi precedenti, tuttavia, sono stati arruolati pazienti con fibrillazione atriale dovuta a diverse eziologie, ma non è stato finora affrontato il tema del controllo del ritmo o della frequenza specificatamente nei pazienti con scompenso cardiaco.

Nell’AF-CHF, sono stati arruolati pazienti in classe funzionale NYHA (New York Heart Association) II-IV e frazione di eiezione </=35%, oppure in classe funzionale NYHA I e un precedente ricovero per scompenso cardiaco o frazione di eiezione </=25%, e un episodio documentato clinicamente significativo di fibrillazione atriale negli ultimi 6 mesi.

I pazienti sono stati randomizzati alla strategia di controllo del ritmo (n=682; cardioversioni elettriche ripetute e profilassi farmacologica delle recidive con amiodarone come prima scelta, o sotalolo o dofetilide in casi specifici) o alla strategia di controllo della frequenza (n=694; beta-bloccanti e/o digossina a dosi incrementali e – se necessario – impianto di pacemaker con o senza ablazione del nodo atrioventricolare). Tutti i pazienti assumevano una terapia medica ottimale per lo scompenso cardiaco ed erano in terapia anticoagulante orale.

I pazienti sono stati seguiti per una media di 37 mesi. L’endpoint primario, vale a dire la morte per cause cardiovascolari, si è verificato nel 26,7% dei pazienti assegnati alla strategia del controllo del ritmo e nel 25,2% dei pazienti assegnati alla strategia di controllo della frequenza (p = 0,59). Non sono state rilevate differenze fra i gruppi per quanto riguarda la mortalità totale (31,8% vs 32,9%), l’incidenza di ictus (2,6% vs 3,6%) e di episodi di riacutizzazione dello scompenso cardiaco (27,6% vs 30,8%).

 
D. Roy, Canada

“Abbiamo dimostrato che il controllo del ritmo non migliora la mortalità rispetto alla strategia di controllo della frequenza”, ha detto Denis Roy, autore principale dello studio e docente presso il Dipartimento di Medicina all’Università di Montreal, nel Quebec (Canada). “I nostri dati ci consentono di concludere che non è corretto accanirsi nel ripristino e nel mantenimento del ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale e scompenso cardiaco”.
Lo studio è stato finanziato dai Canadian Institutes of Health Research.

 
Day articles
Un pace-maker per la prevenzione della fibrillazione atriale permanente nello scompenso cardiaco
“Ripensare” l’efficacia della resincronizzazione cardiaca nei pazienti con scompenso cardiaco
L’alternanza dell’onda T per stabilire l’indicazione all’impianto di un ICD

Controllo del ritmo vs controllo della frequenza per la fibrillazione atriale nei pazienti con scompenso cardiaco

Gli “energy drinks” possono costituire un rischio per gli ipertesi e i cardiopatici
I gas di combustione dei carburanti diesel comportano un aumento della coagulabilità del sangue
Gli effetti positivi a lungo termine dell’allattamento al seno
Fa bene saltare i pasti?
Il trapianto di cuore non compatibile in bambini con età inferiore/uguale all’anno è sicuro e può salvare molte vite
Una puntura al posto delle pillole per la pressione?
Legal Disclaimer
Le affermazioni e le opinioni contenute nelle relazioni congressuali sono quelle degli Autori, e non vincolano in alcun modo le scelte editoriali di questo report congressuale, così che nessuna responsabilità di alcun tipo possa essere attribuita a CongressoMedico, a Infomedica o al congresso di riferimento. Talvolta gli studi presentati possono citare, a scopo informativo, prodotti non ancora approvati dalle competenti autorità; in qualsiasi caso, ogni prodotto menzionato deve essere utilizzato solo ed esclusivamente dalla Classe Medica in accordo con le schede tecniche fornite dalle Aziende produttrici.