Un vaccino per l’ipertensione
Una puntura al posto delle pillole per la pressione?

J. Nussberger,
Switzerland |
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Un avveniristico vaccino contro l’ipertensione arteriosa è stato al Congresso 2007 dell’AHA da un gruppo svizzero.
“Sebbene abbiamo oggi a disposizione un armamentario farmacologico numeroso ed efficace nei confronti del problema dell’ipertensione arteriosa”, ha sostenuto Juerg Nussberger, docente di medicina presso l’ospedale universitario del Cantone di Vaud, Losanna (Svizzera), “molti pazienti non assumono la terapia prescritta in maniera regolare, senza contare le difficoltà di compliance dei soggetti anziani e/o con deficit cognitivi”.
Il vaccino proposto ha come target l’angiotensina II, già bersaglio indiretto di diversi ed efficaci farmaci antiipertensivi attualmente molto diffusi.
“Abbiamo accoppiato chimicamente delle particelle virali non infettive all’angiotensina II, in modo da sfruttare l’antigenicità della particella virale per scatenare nell’organismo una risposta immunitaria contro l’angiotensina II”, ha specificato Martin Bachmann, ultimo nome dello studio e responsabile scientifico della Cytos Biotechnology AG di Zurigo (Svizzera), compagnia che mette a punto e commercializza vaccini.
Per valutare l’entità della risposta anticorpale e identificare la dose di vaccino (CYT006-AngQb) efficace, 72 pazienti con ipertensione arteriosa da lieve a moderata hanno ricevuto l’iniezione di 100 o 300 microgrammi di vaccino o un’iniezione di placebo. I pazienti hanno compreso 65 uomini e 7 donne, di età media 51,5 anni.
Quattro e 12 settimane dopo l’iniezione, i pazienti che avevano ricevuto il vaccino hanno presentato una intensa reazione anticorpale contro l’angiotensina II, significativamente maggiore nei soggetti trattati con il dosaggio superiore. La pressione arteriosa è stata valutata alla settimana quattordici. Rispetto ai pazienti in placebo, i soggetti che avevano ricevuto i 300 microgrammi di vaccino hanno sperimentato una riduzione della pressione arteriosa sistolica di 5,6 mmHg e una riduzione della pressione arteriosa diastolica di 2,8 mmHg.
“Piuttosto inaspettatamente, il nostro vaccino ha avuto i suoi effetti maggiori al mattino presto, il momento della giornata più pericoloso in termini di incidenza di eventi cardiovascolari acuti maggiori”, ha riferito Bachmann.
Nel gruppo dei 300 microgrammi, il caratteristico incremento mattutino della pressione fra le 5 e le 8 è risultato assente. Dopo aver corretto i dati per i valori pressori basali, la pressione arteriosa sistolica delle 8 del mattino è risultata inferiore di 25 mmHg rispetto al gruppo in placebo e la pressione arteriosa diastolica alla stessa ora è risultata inferiore di 13 mmHg.
“Gli anticorpi prodotti grazie al vaccino sembrano funzionare come una spugna”, ha spiegato Bachmann, che ha aggiunto: “la spugna si svuota durante la notte, periodo in cui si ha una ridotta produzione di angiotensina II, in modo da essere subito pronta a tamponare il netto incremento di angiotensina II che si ha al mattino presto”. Il ricercatore ha sottolineato ulteriormente l’importanza di questo dato, ricordando quanto sia difficile tamponare l’incremento mattutino della pressione arteriosa con i farmaci, che – anche se assunti dal paziente appena sveglio – impiegano comunque del tempo a entrare in azione.
Un altro vantaggio decisivo del vaccino rispetto ad ACE-inibitori e sartani è che esso provoca un aumento del tutto limitato della renina rispetto a questi farmaci; la renina è correlata ai meccanismi infiammatori di per sé ed è coinvolta nello sviluppo di insufficienza renale.
Si sono verificati effetti collaterali in tutti i pazienti di entrambi i gruppi, dato non inatteso dal momento che anche i pazienti in placebo hanno ricevuto una iniezione di emulsione di idrossido di alluminio e hanno quindi riferito eritema, dolore o edema nel sito di iniezione. La cefalea è risultata più frequente nel gruppo assegnato al vaccino attivo, ma tutti questi effetti collaterali si sono verificati nei primi due giorni dopo l’iniezione e sono risultati reversibili.
Effetti collaterali (EC) con CYT006-AngQb vs placebo
Endpoint |
Placebo (%) |
100 µg (%) |
300 µg (%) |
Incidenza di tutti gli EC |
100 |
100 |
100 |
Entità degli EC |
|
|
|
Lieve |
91 |
94 |
90 |
Moderata |
8 |
5 |
8 |
Grave |
1 |
1 |
2 |
Rapporto don il trattamento |
70 |
83 |
86 |
EC gravi correlati al trattamento |
0 |
0 |
0 |
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Il Presidente dell’American Heart Association, Daniel Jones, ha ritenuto questi dati incoraggianti e ha detto:”si tratta di un approccio assolutamente innovativo e i dati presentati sono promettenti; se è troppo presto per sapere se tutto questo sarà clinicamente utile, possiamo certamente incoraggiare i ricercatori ad andare avanti su questa strada.”
John M Flack, (Università dello Stato del Wayne, Detroit, USA), MD, moderatore della Sessione in cui il lavoro è stato presentato, ha detto che questo approccio al trattamento dell’ipertensione ha potenzialità significative. Ha poi ricordato i problemi di sicurezza di un vaccino contro l’angiotensina II in particolari popolazioni di pazienti, come per esempio le donne in età fertile, visto il ruolo cruciale di questa molecola nello sviluppo del feto. Ha tuttavia concluso che, in popolazioni appropriatamente selezionate di pazienti, questo vaccino può costituire un progresso significativo, consentendo di superare tutte le problematiche legate alla compliance a lungo termine nei confronti di regimi farmacologici spesso complessi.
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