BMI, rischio cardiovascolare ed età
Il rapporto fra l’età di inversione della curva di adiposità
e il rischio CV

T. Kimball, USA |
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Uno studio del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center ha documentato che quanto più precoce è l’inversione della curva dell’adiposità nella prima infanzia tanto è più probabile che il bambino presenti un rischio cardiovascolare aumentato all’età di 7 anni. L’età dell’inversione della curva dell’adiposità è quella età in cui il BMI (body mass index, indice di massa corporea) raggiunge il suo valore minimo dal momento della nascita, dopo di che inizia ad aumentare in maniera progressiva.
“Questo studio ci dice che è necessario informare i pediatri, i medici di medicina generale e i genitori circa l’importanza del BMI anche nella prima infanzia. L’epidemia di obesità a cui stiamo assistendo nei nostri bambini potrebbe significare un’epidemia di malattie cardiovascolari fra 20 anni”, ha detto Thomas Kimball, direttore dell’Echocardiography and the Cardiovascular Imaging Core Research Laboratory presso il Medical Center di Cincinnati (USA).
Il gruppo del Dott. Kimball ha seguito 308 bambini dall’età di 3 anni, misurando la loro altezza e il loro peso ogni 4 mesi nell’arco di 4 anni. All’età di 7 anni, sono stati valutati i fattori di rischio cardiovascolari dei bambini. Ciascun bambino è stato sottoposto a un ecocardiogramma per valutare la massa ventricolare sinistra e le dimensioni dell’atrio sinistro. Sono stati valutati anche la pressione arteriosa sistolica e diastolica, l’insulinemia e i livelli ematici di leptina.
I bambini sono stati divisi in tre gruppi, in base all’età di inversione della curva di adiposità:
- età di inversione della curva di adiposità precoce, inferiore al 25° percentile
- età di inversione della curva di adiposità media, fra il 25° e il 75° percentile
- età di inversione della curva di adiposità tardiva, superiore al 75° percentile.
Il valore medio dell’età di inversione della curva di adiposità nei bambini al 25° percentile è risultato di 4,4 anni per i maschi e di 4,2 anni per le femmine. Nel 75° percentile, il valore medio dell’età di inversione della curva di adiposità è risultato pari a 6,6 anni per i maschi e a 5,7 anni per le femmine.
Indipendentemente dal sesso, una età di inversione della curva di adiposità precoce è risultata in correlazione diretta con un maggiore BMI, più elevati livelli di pressione arteriosa sistolica e diastolica, più elevati livelli sierici di insulina e leptina e maggiori valori di massa ventricolare sinistra e maggiori dimensioni dell’atrio sinistro.
“Non è necessario che i pediatri misurino il BMI ogni 4 mesi; essi devono semplicemente iniziare a misurarlo”, ha sostenuto Kimball, che ha ricordato che è necessario intervenire quando il BMI di un bambino supera l’85° percentile in rapporto all’età.
“Quali provvedimenti adottare di fronte a un bambino sovrappeso è ben noto: dieta e attività fisica”, ha aggiunto, concludendo poi: “Il primo passo è sempre riconoscere che esiste un problema. È necessario misurare il BMI dei bambini di cui ci si prende cura, proprio come si fa nell’età adulta e nell’adolescenza. Prima si inizia a controllare il peso corporeo, maggiori sono le probabilità di assicurare buone condizioni di salute a quella persona nel corso di tutta la sua vita”.
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