Emergenza medica
Chi assiste a un arresto cardiaco può salvare una vita con la CPR e un defibrillatore esterno automatico

M. Weisfeldt,
USA |
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I testimoni di un arresto cardiaco possono salvare delle vite, grazie alla rianimazione cardiorespiratoria di base (CardioPulmonary Resuscitation, CPR) e al defibrillatore esterno automatico (Automated External Defibrillators, AED). I dati di uno studio su vittime di arresto cardiaco soccorse da testimoni occasionali dell’evento utilizzando un AED mostrano tassi di sopravvivenza del 33%. Si tratta di percentuali simili a quelle ottenute quando personale sanitario assiste all’arresto cardiaco e pratica la defibrillazione.
Se si pratica solo la CPR senza un AED, solo l’8% delle vittime sopravvive fino alla dimissione dall’ospedale.
“I dati conclusivi dello studio sono migliori rispetto a quello che ci aspettavamo”, ha detto Myron Weisfeldt, docente presso la Facoltà di Medicina della Johns Hopkins University (USA) e autore principale dello studio.
Weisfeldt e colleghi hanno condotto uno studio di popolazione della durata di un anno che ha coperto 11 aree urbane e suburbane degli USA e del Canada, per una popolazione totale di circa 20 milioni di persone. Tutte le aree coinvolte facevano parte del Resuscitation Outcomes Consortium (ROC), una rete di comunità coinvolte negli studi sull’emergenza extraospedaliera.
Lo studio Public Access Defibrillation del 2004 documentò che l’addestramento di volontari all’esecuzione della CPR e all’utilizzo dell’AED raddoppiava il numero di soggetti che sopravvivevano all’arresto cardiaco extraospedaliero, rispetto all’addestramento alla sola CPR. Lo studio attuale ha mostrato risultati simili. Weisfeldt era autore di entrambi gli studi.
Il lavoro del 2007 ha coinvolto 9897 individui con un arresto cardiaco extraospedaliero non traumatico fra il 1° Dicembre 2005 e il 30 Novembre 2006.
Quando i testimoni fornivano la CPR e mettevano in funzione l’AED e questo erogava uno shock, la sopravvivenza aumentava del 33% - oltre quattro volte di più rispetto alla sola CPR. Tutto ciò rende l’AED un provvedimento di intervento dotato di un profilo costo/efficacia del tutto favorevole. Un AED costa 2000 dollari, più l’addestramento, l’installazione e i costi di manutenzione.
L’applicazione dei risultati dello studio ROC alla popolazione generale comporterebbe 412 vite salvate ogni anno nel Nordamerica, in base ai calcoli fatti da Weisfeldt.
“Per la prima volta nella storia, abbiamo in mano una strategia in grado di migliorare la sopravvivenza nell’arresto cardiaco extraospedaliero”.
In base a questi dati, è certamente indicata una politica di ampia disponibilità sul territorio degli AED. L’American Heart Association promuove programmi di addestramento all’utilizzo dell’AED per personale non medico, sempre in stretta collaborazione con i sistemi di emergenza locali.
“Confrontando il costo degli AED con quello di altri dispositivi di sicurezza, come le cinture delle automobili o gli allarmi anti-incendio, non si tratta di cifre eccessive”, ha detto l’autore dello studio, che ha concluso: “Di fronte ai tanti e costosi progetti che vengono realizzati in nome della sicurezza, mi pare che la spesa di un programma di utilizzo e diffusione degli AED sul territorio comporti una spesa decisamente contenuta”.
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