Late-Breaking Clinical Trials: MASS Stent
Stent metallici versus stent medicati

L. Mauri, USA |
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Una presentazione della Sessione del 4 novembre dei Late-breaking clinical trials ha preso in considerazione l’attualissima tematica dei rischi legati agli stent medicati rispetto agli stent metallici e ha concluso che gli stent a rilascio farmacologico non comportano un rischio di morte o di attacco cardiaco superiore rispetto agli stent metallici.
Lo studio Massachusetts stent (MASS Stent) ha messo a confronto il tasso di decessi fra i pazienti trattati con stent medicati e i pazienti trattati con stent metallici. Sono state riviste le cartelle cliniche di tutti gli adulti sottoposti a una procedura di rivascolarizzazione coronarica percutanea (percutaneous coronary intervention, PCI) fra il 1° aprile del 2003 e il 31 dicembre del 2004 presso tutti gli ospedali non governativi per acuti del Massachusetts. Sono stati identificati 20.654 pazienti compresi in una banca-dati dello Stato del Massachusetts che prevedeva un follow-up obbligatorio.
“Si tratta dello studio di maggiori dimensioni mai eseguito a proposito del confronto fra stent medicati e stent metallici in termini di eventi a lungo termine negli Stati Uniti”, ha detto Laura Mauri, autrice principale dello studio e docente associata presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Harvard a Boston (USA).
“È ben noto che gli stent medicati rendono meno probabile che il paziente debba ripetere la procedura di rivascolarizzazione nel primo anno dopo l’impianto dello stent”, ha detto la Mauri. “Ciò di cui eravamo meno certi prima di questo studio era la sicurezza a lungo termine degli stent a rilascio farmacologico rispetto agli stent metallici”.
La Mauri ha sottolineato i punti di forza del MASS Stent: “Si tratta di uno studio di dimensioni molto ampie, con un follow-up a lungo termine, che riflette ciò che accade nella pratica clinica quotidiana dei nostri giorni negli Stati Uniti – nazione in cui la maggior parte dei pazienti viene trattata con gli stent a rilascio farmacologico – e che comprende tutti i pazienti sottoposti a PCI in una data regione, non solo quelli eleggibili per i trial clinici randomizzati”.
I pazienti sono stati seguiti per almeno due anni dopo l’impianto dello stent. I ricercatori hanno messo a confronto il numero di decessi, di infarti e di procedure di rivascolarizzazione (sia intervento di bypass aortocoronarico che ripetizione della procedura percutanea) nei due gruppi. L’incidenza aggiustata di mortalità a due anni è risultata del 9,4% per i portatori di stent medicato e dell’11,9% per i pazienti portatori di stent metallici.
Eventi a 2 anni
Endpoint |
Stent medicato (%) |
Stent metallico (%) |
p |
Morte |
9,4 |
11,9 |
<0,0001 |
IM |
10,8 |
11,8 |
0,11 |
Rivascolarizzazione |
20,1 |
23,9 |
<0,0001 |
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