Late-Breaking Clinical Trials: EVA-AMI
Un trattamento alternativo per i pazienti con STEMI sottoposti a PCI

U. Zeymer,
Germania |
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Una nuova modalità di dosaggio dell’eptifibatide sembra avere la medesima efficacia dell’abciximab, in aggiunta alla rivascolarizzazione coronarica percutanea (percutaneous coronary intervention, PCI), ai fini del ripristino del flusso coronarico, in base a quanto affermato in una presentazione della Sessione dei Late-breaking clinical trials del 4 novembre in occasione del Congresso AHA 2007.
Lo studio EVA-AMI (Eptifibatide Versus Abciximab in Primary PCI for Acute ST elevation Myocardial Infarction) ha messo a confronto l’efficacia di un doppio bolo di eptifibatide rispetto all’abciximab, avendo come endpoint la risoluzione delle alterazioni del tratto ST all’elettrocardiogramma 60 minuti dopo la PCI (per risoluzione completa delle alterazioni del tratto ST si intendeva una riduzione superiore al 70% del sopraslivellamento ST presente all’ECG iniziale del paziente).
“La risoluzione completa delle alterazioni del tratto ST costituisce un segno dell’avvenuto ripristino di un flusso ematico efficiente al muscolo cardiaco. Essa è strettamente correlata alla mortalità a 30 giorni e a lungo termine”, ha detto Uwe Zeymer, autore principale dello studio (Institute fur Herzinfarktforschung Ludwigshafen, Germania). “I nostri risultati dimostrano che non ci sono differenze in termini di efficacia fra i due farmaci considerati”.
Il trial EVA-AMI è uno studio internazionale e multicentrico di confronto fra eptifibatide e abciximab con disegno prospettico, randomizzato, in aperto e per gruppi paralleli, in una popolazione di pazienti sottoposti a PCI primaria meno di 12 ore dopo l’esordio di un infarto miocardico associato a sopraslivellamento del tratto ST (ST Elevation Myocardial Infarction). Sono stati arruolati 430 pazienti in Francia e Germania fra il Novembre 2006 e il Maggio 2007.
I due farmaci studiati appartengono entrambi alla classe degli inibitori della glicoproteina IIb/III, ma l’eptifibatide è un inibitore reversibile, mentre l’abciximab è un anticorpo monoclonale chimerico con funzione di antagonista irreversibile.
Eventi intra-ospedalieri
Endpoint |
Abciximab (%) |
Eptifibatide (%) |
Morte |
3,5 |
3,5 |
Reinfarto |
0 |
1,5 |
Scompenso cardiaco |
8,5 |
6,4 |
RVT |
4 |
2,7 |
CABG |
0,5 |
0,9 |
Ictus |
0,5 |
0 |
Emorragia maggiore |
0 |
1,8 |
Emorragia minore |
4,5 |
4,1 |
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RVT=rivascolarizzazione del vaso target
CABG=Coronary Artery Bypass Grafting, intervento di bypass aortocoronarico
L’autore ha precisato infine che – come da linee-guida – tutti i pazienti assumevano anche aspirina, clopidogrel ed eparina non frazionata ev oppure enoxaparina sc.
Questo studio è stato finanziato da Glaxo Smith Kline.
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