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American College of Cardiology
56th Annual Scientific Session
New Orleans (Louisiana), 24-27 marzo 2007

27 marzo

CLINICAL TRIAL
Studio STARR: il rosiglitazone comporta un trend verso una riduzione della progressione dell’aterosclerosi
nei pazienti prediabetici

 

27 marzo (CongressoMedico) Nello studio STARR, il tiazolidinedione rosiglitazone ha comportato un trend verso una riduzione dell’indice CIMT (carotid intima-media thickness, spessore intima-media della parete dell’arteria carotide) nei pazienti con prediabete. Al contrario, l’ACE-inibitore ramipril non ha indotto nessuna variazione del CIMT rispetto al placebo.

Lo STARR, sottostudio del più ampio trial DREAM con risultati in linea con quelli dello studio principale, ha documentato che un trattamento con rosiglitazone della durata di 3 anni comporta una riduzione dell’incidenza di diabete di tipo 2 in pazienti con prediabete (definito come livelli elevati di glicemia a digiuno, ridotta tolleranza glucidica o entrambi). Il trattamento con ramipril non ha ottenuto questo genere di effetto.

 


E. Lonn, Canada

Presentando i risultati dello studio STARR al congresso 2007 dell’ACC, la Dott.ssa Eva Lonn (McMaster University, Hamilton; Canada) ha affermato che “questi dati, insieme con quelli dello studio principale, supportano ulteriormente la messa in cantiere di trial clinici sugli effetti a lungo termine dei tiazolidinedioni sulle patologie cardiovascolari”.

La Lonn ha commentato: "Trattare o meno i pazienti con prediabete con il rosiglitazone è ancora a discrezione del singolo medico. Lo studio DREAM suggerisce che tale trattamento può prevenire lo sviluppo del diabete, ma non abbiamo ancora nessun dato clinico forte. Nel sottostudio STARR, abbiamo osservato un trend verso la stabilizzazione della vasculopatia subclinica con il rosiglitazone in questa popolazione. Ciò può costituire un ulteriore motivo per prendere in considerazione l’utilizzo di un tiazolidinedione nei pazienti con prediabete". E ha aggiunto: “Sono stati sollevati dubbi circa la comparsa di scompenso cardiaco con questi farmaci. È rassicurante osservare un effetto positivo sull’aterosclerosi””
Nello studio STARR, 1425 pazienti con prediabete arruolati nel DREAM sono stati sottoposti a un’ecografia carotidea di base e alla fine dello studio. I pazienti sono stati randomizzati con un disegno fattoriale 2 X 2 a ramipril o placebo e poi a rosiglitazone o placebo. L’endpoint primario dello studio STARR era la variazione media del CIMT per anno in 12 segmenti dell’arteria carotide. È stato rilevato un trend positivo verso una più lenta progressione dell’aterosclerosi nel gruppo in rosiglitazone.

L’endpoint secondario era costituito da una media di due misurazioni CIMT a livello della parete distale dell’arteria carotide comune. È stata documentata una significativa riduzione della progressione di questo endpoint nel gruppo in rosiglitazone. Non sono state documentate differenze per entrambi gli endpoint con il ramipril.

STARR: variazione dell’indice CIMT con rosiglitazone vs placebo

Endpoint

Rosiglitazone

Placebo

p

Variazione nel CIMT (endpoint primario)
 (mm/anno)

0,0069

0,0091

0,17

Variazione nel CIMT (endpoint secondario)
 (mm/anno)

0,0018

0,0060

0,017


La Lonn ha sottolineato che – a differenza di altri studi con il CIMT – nello studio STARR non sono stati selezionati pazienti con un CIMT aumentato di base. E ha concluso: “Per questo, si tratta di una popolazione a basso rischio nel breve termine, nella quale è più difficile documentare variazioni di una vasculopatia subclinica”.

 
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