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67° CONGRESSO NAZIONALE della SOCIETÀ ITALIANA DI CARDIOLOGIA
Roma – Hotel Cavalieri Hilton
16-19 dicembre 2006

16 dicembre

Il cuore si può paralizzare a seguito di una violenta emozione
La sindrome dei cuori infranti

 

Segnalati anche in Italia una ventina di casi dall’inizio dell’anno. Creato un registro ad hoc

La si chiama “sindrome dei cuori infranti” e colpisce soprattutto le donne. Un’emozione improvvisa, una paura, e il cuore si ferma. Non per sempre, ma almeno un paio dei casi segnalati in letteratura internazionale si sono rivelati mortali. I primi a descrivere questa sindrome e a darle un nome (tako-tsubo syndrome) sono stati i giapponesi, che hanno ravvisato una somiglianza tra la morfologia del cuore di questi pazienti e quella di uno speciale vaso, il tako-tsubo appunto, nel quale conservano i polipi appena pescati, per impedir loro di scappare. In Italia fino a poco tempo fa questa sindrome non era mai stata osservata, ma nell’arco dell’ultimo anno i più grandi centri di cardiologia italiani ne hanno segnalato una ventina di casi. Ad essere colpite sono soprattutto le donne, in particolare quelle in post-menopausa.

“Nel tempo abbiamo constatato” ha detto la Prof.ssa Eloisa Arbustini, direttore del Centro per le malattie genetiche cardiovascolari dell’IRCCS, Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia, durante il congresso SIC 2006 “che tra le donne colpite da dolore toracico e ricoverate in ospedale con un sospetto infarto, ce n’erano alcune che non avevano affatto avuto l’infarto. Piuttosto era come se il loro cuore si fosse paralizzato, in genere dopo una violenta emozione. La parte antero-apicale del ventricolo sinistro, quella più importante per la funzione di ‘pompa’ risultava paralizzata”.

 
E. Arbustini, Pavia

“Le donne colpite da questa sindrome” ha proseguito la Prof.ssa Maria Grazia Modena, presidente della Società Italiana di Cardiologia, “dopo una paura o un lutto importante come la morte di un figlio, presentano sintomi quali dolore al petto, dispnea, nausea, una fortissima stanchezza”. La tako-tsubo dà una crisi molto grave, ma raramente mortale. Non richiede interventi chirurgici, né terapie particolari, solo un po’ di beta-bloccante. “Non sappiamo ancora perché colpisca prevalentemente le donne in menopausa” ha concluso la Prof.ssa Arbustivi, “per saperne qualcosa di più stiamo approntando un registro italiano della sindrome di tako-tsubo e abbiamo cominciato a studiarla in collaborazione con alcuni centri stranieri”. Secondo stime recenti, per ogni 100 donne colpite da attacco cardiaco, ce ne sarebbero due con la sindrome di tako-tsubo.

 
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