TECNICHE E TECNOLOGIE
Sotto esame lo screening mediante colonscopia virtuale
La ricerca attribuisce grande valore e facilità di esecuzione alla CTC, nei pazienti a rischio intermedio
Con oltre 100.000 soggetti colpiti ogni anno da carcinoma del colon, negli Stati Uniti, i medici stanno tentando di migliorare le tecniche di screening attraverso tecnologie sempre più accurate e procedure comode. Nella sessione dedicata alla ricerca della Digestive Disease Week 2006, alcuni studi hanno ipotizzato che gli screening virtuali possiedano pari efficacia rispetto alle colonscopie standard nell’identificazione dei polipi del colon, nei soggetti a rischio intermedio. La DDW è il più vasto convegno internazionale a riunire medici e ricercatori nei settori della gastroenterologia, dell’epatologia, dell’endoscopia e della chirurgia gastrointestinale.
La Colonografia a Tomografia Computerizzata (CTC), definita talvolta “colonscopia virtuale”, è una TC non invasiva, ben tollerata, che impiega i raggi X per ricostruire immagini corporee. Queste vengono trasferite su un computer, fornendo un quadro dettagliato dell’interno del colon, di modo che si possano visualizzare polipi e altre anomalie che potrebbe essere necessario asportare.
Valutazione prospettica e classificazione delle anomalie extracoliche identificate mediante screening con colonografia a tomografia computerizzata in soggetti asintomatici a rischio medio (abstract)
| |

B. Cash, USA |
Lo screening mediante CTC sta diventando un’opzione sempre più comune per la ricerca del carcinoma del colon nei soggetti a rischio moderato. Grazie alla sua tecnologia computer-assistita, tale procedura può anche rivelare l’esistenza di anomalie extracoliche, come la calcificazione di arterie e la presenza di formazioni nodulari. Questo studio ha esaminato le caratteristiche delle anomalie riscontrate attraverso lo screening, e le conseguenze pratiche in termini di valutazione e trattamento.
Il team di ricerca del National Naval Medical Center ha effettuato una CTC per lo screening dei tumori su 979 pazienti asintomatici a rischio medio, registrando le anomalie extracoliche rilevate e categorizzando tali riscontri come critici (con necessità di un intervento terapeutico), moderati (con necessità di ulteriori accertamenti diagnostici) o accidentali (senza necessità di interventi ulteriori).
Sono state rilevate anomalie extracoliche nel 16% circa dei pazienti (156 soggetti) sottoposti allo screening, le più comuni delle quali relative a calcificazioni coronariche (41 pazienti) e noduli polmonari non calcifici (33 pazienti). Alterazioni sono state identificate in tutti i segmenti corporei, compresi il cuore, i polmoni, i reni, il fegato, le ossa e altri organi. Il 51,6% di queste sono state classificate come accidentali, il 33% moderate e il 15% critiche.
"Le anomalie significative con necessità di interventi ulteriori erano quasi la metà delle alterazioni riscontrate, un dato che suggerisce come attraverso lo screening per il carcinoma del colon sia possibile effettuare la diagnosi precoce di altre condizioni potenzialmente patologiche presenti in alcuni pazienti" ha affermato il Dott. Brooks Cash del National Naval Medical Center, “senior author” dello studio. "Tuttavia, è importante osservare che le anomalie identificate attraverso la CTC incrementano anche i costi indiretti associati a tale indagine, per cui dobbiamo valutare i reali outcome associati a tali riscontri prima di raccomandare l’impiego routinario di questa metodica".
Accuratezza della colonografia a tomografia computerizzata per lo screening del carcinoma colorettale nei soggetti asintomatici (abstract)
Nel tentativo di migliorare i tassi di screening preservandone l’accuratezza, i ricercatori stanno esaminando l’impiego ottimale dello screening mediante CTC, metodica poco invasiva e time consuming. Studi precedenti avevano ipotizzato che la CTC potesse essere paragonabile alla colonscopia ottica (CO), e i risultati intermedi di questo studio confermano tali dati.
Per questo studio i ricercatori hanno reclutato dei soggetti asintomatici, a rischio medio per il carcinoma del colon. Dall’inizio dello studio sono stati complessivamente sottoposti a screening 760 pazienti. In caso di identificazione di un polipo di dimensioni uguali o superiori a 10mm, o di oltre tre polipi, i pazienti sono stati sottoposti a CO nella stessa giornata, mentre quelli con uno o due polipi delle dimensioni di 6-9 mm sono stati sottoposti a CO a distanza di un anno, e e i soggetti che non presentavano polipi più grandi di 6mm a CO entro cinque anni. La posticipazione di un anno nella rimozione dei polipi costituisce una caratteristica nuova di questo studio, dal quale i ricercatori si augurano di ricavare alcune informazioni relative alla storia naturale dei polipi del colon in questa popolazione di soggetti.
I risultati dello studio indicano che la CTC possiede, a tutti gli effetti, un’accuratezza paragonabile a quella della CO, nell’identificazione dei polipi di dimensioni superiori a 10mm, con una sensibilità diagnostica globale del 96,4%, rispetto al 96,3% della CO. La sensibilità della CTC si riduce con la diminuzione delle dimensioni dei polipi, mantenendo un grado di accuratezza per le lesioni di piccole dimensioni (6-9 mm) pari all’83,6% (sensibilità=77,3%, specificità=85%), paragonabile a quella della CO, la cui sensibilità per i polipi di queste dimensioni è dell’88,2%.
"Nei pazienti che non sono a rischio elevato per il carcinoma del colon, o che non presentano sintomi o segni allarmanti, la CTC rappresenta una metodica di screening efficace per le lesioni colorettali precancerose, presso il nostro Istituto” ha affermato il Dott. Brooks Cash del National Naval Medical Center, autore principale dello studio. “Tuttavia, nei pazienti a rischio aumentato, o nei quali i risultati dello screening siano incerti, continuiamo a raccomandare l’impiego della colonscopia ottica, per una valutazione dettagliata dello stato del colon. È anche importante considerare che noi siamo all’avanguardia, per quanto riguarda questa tecnologia, e che i nostri risultati potrebbero non essere indicativi di quelli ottenibili in altri ambiti. La CTC resta una metodica innovativa che necessita di un numero maggiore di studi, prima di poter essere raccomandata diffusamente, per quanto i nostri dati attuali siano certamente promettenti".
L’istopatologia dei polipi di piccole dimensioni rimossi nell’era della videoendscopia (abstract)
I polipi del colonretto sono comuni nella maggior parte delle popolazioni di età superiore a 50 anni; mentre la maggior parte di essi sono benigni, altri possiedono potenzialità degenerative in senso neoplastico. Gli attuali standard di pratica clinica richiedono lo stretto monitoraggio dei polipi di dimensioni inferiori a 1,0 cm, ma non raccomandano la loro rimozione in via precauzionale. Alcuni autori dell’Indiana University Medical Center hanno osservato da vicino oltre 10.000 polipi di dimensioni inferiori a 1,0 cm, rilevando che se tutti i polipi di tali dimensioni vengono ignorati si consente a una maggioranza significativa di neoplasie colorettali di continuare a crescere.
I ricercatori hanno esaminato 8798 (81,6%) polipi di dimensioni inferiori a 6,0 mm, e altri 1.282 polipi delle dimensioni comprese tra 6,0 mm e 9,9 mm. L’analisi ha dimostrato che quasi la metà dei polipi <6,0 mm erano degli adenomi o degli adenomi avanzati (49,86%); tra i polipi di dimensioni 6,0-9,0 tale percentuale era persino maggiore: il 58,7% erano degli adenomi, e un altro 5,7% degli adenomi avanzati.

D. Rex, USA |
|
"Se accettassimo la politica di lasciare in sede tutti i polipi delle dimensioni inferiori a un centimetro, come è stato suggerito da alcuni esperti per i pazienti sottoposti a colonscopia virtuale, allora lasceremmo al loro posto oltre il 90% delle neoplasie del colon”, ha affermato il Dott. Douglas Rex dell’Indiana University Medical Center, “senior author” dello studio. "Sarebbe un’importante modificazione nella nostra strategia di prevenzione dei carcinomi colorettali, attualmente basata sulla colonscopia con resezione di tutte le neoplasie identificate. È necessario, pertanto, pensarci molto attentamente".
Impatto di un programma di screening mediante colonscopia virtuale sulla colonscopia ottica nella pratica clinica: i dati a un anno (abstract)
Successivamente all’introduzione della colonscopia virtuale (CV), l’impatto potenziale di tale indagine sull’impiego della colonscopia ottica (CO) tradizionale è stato oggetto di diverse considerazioni. Alcuni ricercatori della University of Wisconsin Medical School hanno condotto la prima analisi real life relativa agli effetti della CV sui tassi di impiego della CO, rilevando che sebbene non vi sia stata una riduzione del numero di procedure effettuate mediante CO, la richiesta di tali indagini è significativamente diminuita.
Gli autori dello studio hanno condotto un’analisi dei dati relativi ai 3 mesi precedenti l’introduzione dello screening mediante CV presso l’ospedale della University of Wisconsin; al periodo compreso tra i tre mesi precedenti l’introduzione della CV e i cinque mesi successivi; ai 14 mesi successivi all’introduzione della CV; e, infine, al periodo compreso tra i sei e i quattordici mesi successivi all’inizio dello screening mediante CV. È stato definitivo “periodo T4” il momento in cui lo screening mediante CV ha raggiunto il proprio steady-state, caratterizzato da un incremento delle procedure effettuate mediante CV a da un aumento della consapevolezza da parte degli operatori e dei pazienti dell’esistenza di tale procedura.
Il numero medio di screening mediante CO effettuati in un mese non si è modificato significativamente, a seguito dell’introduzione della CV, così come è rimasta costante la percentuale di CO associate alla rimozione di un polipo. Tuttavia, il numero delle richieste di screening mediante CO si è ridotto significativamente dopo l’adozione della CV, da 247 a 203 indagini al mese. Secondo i ricercatori, tale tendenza potrebbe rappresentare un indicatore precoce del fatto che vi sarà una riduzione complessiva delle richieste di screening mediante CO.
"Questo studio mostra una possibile svolta nella scelta di effettuare una colonscopia. Man mano che i centri medici e gli erogatori di servizi sanitari adotteranno e rimborseranno le colonscopie virtuali, osserveremo una significativa diminuzione della popolarità delle tecniche colonscopiche tradizionali", ha affermato il Dott. Darren C. Schwartz della University of Wisconsin Medical School, autore principale dello studio. "Esistono tuttavia ancora delle differenze in termini di accuratezza, per cui è importante che i medici curanti e i loro pazienti, soprattutto quelli a rischio elevato di carcinoma del colon, considerino attentamente tale fattore nella scelta della tecnica di screening".
|