NEOPLASIE DIGESTIVE
Il diabete identificato quale fattore di rischio
per gli adenomi colorettali
Indagine, approfondimento e analisi: uno sguardo più da vicino alle neoplasie digestive alla DDW 2006 (abstract)

J.E. Elwing, USA |
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Per la prima volta, uno studio presentato alla Digestive Disease Week 2006 ha identificato una relazione tra diabete mellito di tipo 2 e rischio aumentato di sviluppare adenomi colorettali, nei soggetti di sesso femminile. Alcuni studi precedenti avevano sostenuto che i soggetti diabetici avessero un rischio aumentato di sviluppare un carcinoma colorettale (CRC, colorectal cancer), ma un’associazione tra il diabete e gli adenomi colorettali nelle donne non era ancora stata dimostrata. Scopo di questo studio era confrontare la prevalenza degli adenomi colorettali nelle donne affette da diabete con la prevalenza della patologia tra le donne non diabetiche.
Il razionale di questo studio derivava dai dati relativi ai fattori di rischio del CRC nelle società occidentalizzate, che comprendono uno stile di vita sedentario, una dieta ricca di carne e di grassi saturi, un aumentato rapporto vita/fianchi (WHR, waist to hip ratio) e l’obesità. "Il meccanismo alla base di questa associazione pare essere l’iperinsulinemia e l’insulinoresistenza" ha affermato il Dott. Jill E. Elwing (Washington University School of Medicine di St. Louis, Missouri, USA). "Il diabete di tipo 2 rappresenta una condizione di iperinsulinemia e insulinoresistenza. Questa associazione è importante perché gli adenomi sono i precursori del CRC, sono più comuni dei carcinomi e rappresentano il bersaglio di programmi di screening".
I soggetti dello studio erano stati selezionati tra 600 donne asintomatiche ormono-negative consecutive sottoposte a screening mediante colonscopia. Per ormono-negative si intendevano dei soggetti che non stessero assumendo terapia ormonale sostitutiva, che fossero in menopausa o avessero subito un intervento di ovariectomia. Di queste 600 donne, 100 erano affette da diabete di tipo 2 (le altre 500 non erano diabetiche).
Sono stati registrati i dati antropometrici, un’anamnesi standardizzata e la terapia assunta. Era definita obesità una condizione di BMI (indice di massa corporea) >30 kg/mq. Gli adenomi venivano definiti istologicamente come “di qualsiasi tipo” o “avanzati”; era definito avanzato un adenoma villoso, tubulovilloso, >1 cm o con una displasia di grado severo. Gli adenomi venivano infine descritti come prossimali o distali, e come singoli o multipli.
Le donne diabetiche presentavano le seguenti caratteristiche cliniche: età media 60,0+/-9,5 anni, 41% di etnia caucasica, 10% con un CRC in un parente di primo grado, BMI 34,4+/-8,0, per il 29% in terapia insulinica. Le caratteristiche cliniche delle donne non affette da diabete erano le seguenti: età media 59,0+/-9,2 anni, 68% Caucasiche, 7% con un CRC in un parente di primo grado, BMI 28,5+/-7,1. Le donne diabetiche avevano una prevalenza maggiore di un BMI >30, di ipertensione e di ipercolesterolemia (p<0,01 per ciascuno di tali fattori), tutte condizioni caratteristiche della sinome metabolica.
Tra le donne diabetiche, il 37% presentava adenomi di qualsiasi tipo e il 14% adenomi avanzati; tra quelle non diabetiche, invece, il 24% aveva adenomi di qualsiasi tipo e il 6% degli adenomi avanzati (Figura 1). Tra le donne obese (n=245) la prevalenza degli adenomi di qualsiasi tipo era del 32%, mentre tra le non obese (n=355) la prevalenza era del 22% (p=0,01). Le donne diabetiche obese avevano una prevalenza aumentata di adenomi di qualsiasi tipo (42%) e di adenomi avanzati (19%), rispetto alle donne non diabetiche e non obese (23% e 7%) (p<0,001 per entrambi).
All’analisi multivariata (includendo l’età, l’etnia, la presenza di diabete, ipertensione arteriosa o ipercolesterolemia, il BMI e l’assunzione di FANS), il diabete è risultato un fattore predittivo indipendente per gli adenomi di qualsiasi tipo e per quelli avanzati (p<0,05 per ciascun fattore). Tra i diabetici, il 71% di tutti gli adenomi avanzati è stato riscontrato a livello del colon prossimale, rispetto al 44% dei non diabetici (p=0,08). Un numero maggiore di diabetici (43%) presentava degli adenomi multipli, rispetto ai soggetti non diabetici (25%) (p=0,04).
"Abbiamo dimostrato che il diabete rappresenta un fattore di rischio per gli adenomi” ha affermato il Dott. Elwing. "Attualmente, le linee-guida nazionali per lo screening non riconoscono al diabete la caratteristica di fattore di rischio per il CRC; il nostro studio ha dimostrato che il rischio di sviluppare un adenoma in un diabetico è simile a quello conferito dall’avere un’anamnesi personale o familiare positiva di poliposi. Pertanto, confortati da questi riscontri, riteniamo che in futuro occorrerà prendere in considerazione l’opportunità di inserire il diabete tra i fattori di rischio nelle linee guida di screening".
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