IBS L’utilità della terapia cognitiva nella sindrome
del colon irritabile
La terapia cognitiva comportamentale e l’ipnosi sono state impiegate con successo nel trattamento di diverse sindromi croniche, compresi alcuni disturbi funzionali comuni del tratto digerente come la sindrome del colon irritabile. Nuovi dati della ricerca, presentati in data odierna alla Digestive Disease Week 2006, confermano che queste forme di trattamento possono esercitare un potente effetto sul sistema digerente, migliorando anche la sintomatologia legata ai disturbi del tratto gastrointestinale inferiore. Il DDW è il più vasto convegno internazionale di medici e ricercatori nel settore della gastroenterologia, dell’epatologia, dell’endoscopia e della chirurgia gastrointestinale.
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E. Mayer, USA |
"Questi studi mostrano i complessi legami tra il tratto digerente e gli altri sistemi organici maggiori”, ha affermato il Prof. Emeran Mayer, docente di Medicina, Fisiologia e Psichiatria presso la University of California di Los Angeles (California, USA). "I medici devono essere in grado di riconoscere tali connessioni, per aiutare a trattare i pazienti in maniera efficace".
Uno studio randomizzato e controllato sulla terapia cognitiva comportamentale fornita da un terapeuta vs una con un contatto di minima nel trattamento della IBS da moderata a severa (abstract)
Dati di una ricerca preliminare, finanziata dai National Institutes of Health, mostrano che la terapia cognitiva comportamentale può risultare discretamente efficace nel trattamento dei sintomi della sindrome del colon irritabile (IBS, irritable bowel syndrome) insensibile alle terapie standard e alle modificazioni della dieta; d’altra parte, tale tecnica può rappresentare un’opzione costosa e “time-consuming”. Gli autori dello studio, della University at Buffalo, State University (New York, USA) hanno condensato un programma di terapia cognitiva comportamentale in quattro sessioni che prevedevano un contatto di minima con il terapeuta, nel tentativo di limitare i costi e il tempo richiesto ai pazienti. I ricercatori hanno rilevato che nonostante richiedesse meno tempo, lo schema a quattro sessioni risultava altrettanto efficace rispetto alle 10 settimane di un programma tradizionale, nell’attenuare il range dei sintomi gastrointestinali dell’IBS.
I ricercatori hanno assegnato, in modo randomizzato, 59 pazienti a uno schema di terapia comportamentale di 10 settimane tradizionale; a un programma comportamentale in 4 sessioni; oppure alla lista d’attesa. Il trattamento ultra-breve in quattro sessioni copriva l’intero spettro di procedure affrontate nei programmi tradizionali, ma attraverso un manuale di auto-apprendimento che i pazienti potevano studiare al proprio domicilio. L’obiettivo della terapia comportamentale era insegnare forme di ragionamento maggiormente adattative e comportamenti per affrontare le diverse situazioni (coping). Complessivamente, la maggioranza dei pazienti trattati (74 % del gruppo del trattamento standard vs. 73 % dello schema in 4 sessioni) ha riferito un miglioramento da moderato a sostanziale dei sintomi da IBS, al termine del trattamento. I miglioramenti sono stati descritti come soddisfacenti nel 73% dei pazienti assegnati al trattamento comportamentale breve, e associati a dei miglioramenti significativi della qualità della vita, della sofferenza emotiva, della gravità dei sintomi dell’IBS e delle capacità di coping. Da notare come il programma in 4 sessioni fosse cinque volte più economico del trattamento comportamentale tradizionale.

J. Lackner. USA
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"Lo studio rivela alcuni aspetti promettenti importanti, mostrando come i pazienti possano essere in grado di controllare sintomi che spesso sono resistenti alla terapia medica attraverso l’apprendimento di concetti e tecniche autogestionali relativamente semplici" ha affermato il Dott. Jeffrey Lackner, autore principale dello studio, della University at Buffalo SUNY (New York, USA). "Non solo si è rivelata una metodica più vantaggiosa dal punto di vista del rapporto costo-efficacia; sembra anche altrettanto efficace rispetto ai programmi di trattamento maggiormente time-consuming erogati da un terapeuta, che sfortunatamente non sono alla portata della maggior parte dei soggetti affetti da IBS. Soprattutto, i pazienti possono utilizzare le capacità apprese per alleviare la gravità dei sintomi della IBS, tra i quali dolore, stipsi, meteorismo, impellenza e diarrea".
Effetti dell’ipnositerapia sull’IBS nell’ambito di contesti clinici diversi. I risultati di due studi randomizzati e controllati (abstract)
Alcuni medici ritengono che l’impiego dell’ipnositerapia possa trattare i sintomi associati alla sindrome del colo irritabile (IBS, irritable bowel syndrome), ma esistono pochi studi per confermare tale ipotesi. Soprattutto, la terapia con ipnosi viene condotta presso centri altamente specializzati, e non è di vasta reperibilità nella maggior parte dei contesti clinici. Alcuni scienziati dell’Ospedale Universitario di Sahlgrenska (Svezia) hanno valutato due trial sull’ipnositerapia nell’ambito di contesti clinici diversi, rilevando come essa possa rappresentare un’alternativa terapeutica efficace, da impiegare con successo nel trattamento dell’IBS in molti contesti clinici.
Il primo studio è stato condotto presso un ospedale universitario specializzato in disturbi gastrointestinali funzionali, mentre il secondo in un ospedale locale. In entrambi, i pazienti sono stati trattati con ipnositerapia rivolta all’intestino, un’ora la settimana per 12 settimane, con domande di follow-up sulla qualità di vita, l’ansia, la depressione e la sintomatologia gastrointestinale dopo il periodo di trattamento, e nuovamente a distanza di 6 e/o 12 mesi. L’ipnositerapia volta all’intestino comprendeva tecniche quali un rilassamento profondo con trattamenti e consigli specifici (ad esempio, la visualizzazione di un tratto digerente normale dal punto di vista funzionale).
In una vasta percentuale di pazienti di entrambi gli studi si è potuto osservare un miglioramento clinicamente significativo della sintomatologia gastrointestinale, a seguito dell’ipnositerapia – miglioramento nettamente superiore rispetto ai gruppi di controllo. A distanza di un anno tale miglioramento era stato mantenuto in entrambi i gruppi, e in alcuni casi era addirittura aumentato; inoltre, i pazienti trattati con ipnosi dello studio 2 hanno riferito un miglioramento per quanto riguardava ansia e depressione. Complessivamente, entrambi i gruppi di ipnositerapia hanno ottenuto un miglioramento significativo dei sintomi gastrointestinali (es. addominalgie, distensione addominale e meteorismo), in confronto ai gruppi di controllo.
"L’impiego dell’ipnositerapia rappresenta un’interessante opzione innovativa, nel trattamento dell’IBS” ha affermato il Dott. Magnus Simren, co-autore dello studio dell’Ospedale Universitario di Sahlgrenska. "Occorre effettuare un numero maggiore di studi per adattare le tecniche di ipnositerapia dei contesti a elevata specializzazione alla pratica clinica standard abitualmente disponibile per i soggetti affetti da IBS".
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