Parole da cercare:
Almeno una parola
Tutte le parole
Frase intera
   
    ‹‹‹ Clicca sui pulsanti per vedere il dettaglio dei giorni!

Digestive Disease Week 2006
Los Angeles, California, 20-25 maggio 2006

24 maggio

NUOVE TERAPIE PER L’EPATITE C
Un nuovo inibitore delle proteasi per l’epatite C (abstract)
Un nuovo inibitore delle proteasi, usato in associazione con interferone pegilato e ribavirina determina una rapida riduzione dei livelli di HCV-RNA


S. Targan, USA
 

Un nuovo inibitore delle proteasi, usato in associazione con interferone pegilato (pegIFN) e ribavirina (RBV), ha determinato una rapida riduzione dei livelli di HCV-RNA. Uno studio “late-breaking”, presentato nel corso della Digestive Disease Week 2006, ha valutato la risposta antivirale e la sicurezza d’impiego del VX-950 in associazione a pegIFN e RBV nel trattamento dell’epatite C.

Il VX-950 è un inibitore delle proteasi appartenente a una nuova classe denominata STAT-C (Specifically Targeted Antiviral Therapies for HCV), che ha dimostrato una buona tollerabilità e un’azione al contempo rapida e potente in uno studio di 14 giorni in monoterapia, e in associazione a pegIFN in un altro studio di due settimane. Gli obiettivi di questo nuovo trial erano di valutare l’efficacia antivirale, il profilo di sicurezza e la farmacocinetica dell’associazione tra VX-950, pegIFN e RBV.

"In trattamento con gli standard di cura, i pazienti portatori del genotipo 1 dell’HCV ottengono una risposta virale prolungata in circa il 50% dei casi, che significa che per lo meno un altro 50% non ha una risposta” ha affermato l’autore principale dello studio, il Dott. Eric Lawitz (Alamo Medical Research, Texas, USA). "L’era dei nuovi farmaci è rivolta ai pazienti che non ottengono una risposta virale prolungata con le terapie standard. Il VX-950 è il primo inibitore delle proteasi a raggiungere questo punto dello sviluppo”. Lo studio è il primo ad associare RBV al VX-950 e al pegIFN. È anche la prima volta che un trattamento con VX-950 è stato esteso a 28 giorni, e che il farmaco è stato impiegato negli Stati Uniti.

Lo studio aveva arruolato 12 soggetti non trattati in precedenza (6 uomini e 6 donne), con un’infezione dal genotipo 1 dell’HCV e un’elevata carica virale basale di 6,5 logs all’inizio dello studio. Tutti i pazienti sono stati trattati con 750 mg di VX-950 ogni 8 ore, 1000–1200 mg di RBV al giorno e 180 microgrammi (mcg) settimanali di pegIFN. Al termine dello studio è stato proseguito un trattamento standard con pegIFN e RBV in tutti i soggetti. I dati relativi all’efficacia e alla sicurezza presentati si basavano su un’analisi ad interim di “end-of-dosing”, e su alcuni dati clinici di follow-up aggiuntivi. L’analisi farmacocinetica è ancora in corso.

Tutti i soggetti hanno mostrato una drammatica riduzione dell’HCV RNA nel corso del trattamento (Figura). La carica virale minima rilevabile era di 10 copie virali (IU) per ml; due soggetti hanno mostrato livelli virali indosabili dopo 8 giorni di trattamento, 3 livelli indosabili a distanza di 15 giorni, 9 dopo 21 giorni e 12 dopo 28 giorni. Il follow-up post-studio mostra come 11 soggetti abbiano ancora livelli virali indeterminabili a distanza di 12 settimane dalla ripresa del trattamento standard.

Figura. Tutti i soggetti hanno ottenuto una drammatica riduzione
dei livelli di HCV RNA nel corso del trattamento

L’associazione VX-950, pegIFN e RBV è stata ben tollerata; non si sono verificati eventi avversi gravi, ne’ sospensioni dovute ad effetti collaterali o riduzioni posologiche del pegIFN o della RBV durante i 28 giorni dello studio. Gli effetti collaterali più comuni sono riportati in Tabella.

Tabella. Gli effetti collaterali più comuni legati all’associazione farmacologica

Fattore

n. soggetti

% soggetti

Sindrome influenzale
Astenia
Cefalea
Nausea
Anemia
Prurito
Depressione
Insonnia
Rash pruriginoso

6
5
5
5
3
3
2
2
2

50%
41%
41%
41%
25%
25%
17%
17%
17%

"Questi dati confermano i rapidi e drammatici effetti antivirali del VX-950" ha affermato il Dott. Lawitz. "L’ottenimento di livelli indosabili di HCV RNA in tutti i soggetti nei 28 giorni di terapia rappresenta un risultato senza precedenti, con un farmaco sperimentale. Sebbene questi siano i primi passi del trattamento antivirale, i dati ottenuti potrebbero essere un’anticipazione del futuro. Un giorno potremmo avere tassi di risposta virale maggiori con una durata di terapia inferiore".

 
Gli articoli del giorno
Un nuovo inibitore delle proteasi per l’Epatite C
Uno studio correla obesità e insufficienza epatica
L’utilità della terapia cognitiva nella sindrome del colon irritabile
Le coronaropatie come fattore di rischio del carcinoma colorettale
Il diabete identificato quale fattore di rischio per gli adenomi colorettali
La celiachia alla ribalta clinica: le novità e che cosa ha in serbo il futuro
Sotto esame lo screening mediante colonscopia virtuale
IN BREVE
Nei pazienti affetti da malattia di Crohn attiva da moderata a severa l’adalimumab mantiene il miglioramento del punteggio IBDQ (Inflammatory Bowel Disease Questionnaire) a distanza di 1 anno dall’ottenimento iniziale della remissione clinica: risultati dello studio CLASSIC II
Farmacocinetica dell’adalimumab in uno studio a lungo termine sull’induzione e il mantenimento della remissione nei pazienti affetti da malattia di Crohn (CLASSIC I e CLASSIC II)
Risultati a 4 settimane di un trattamento con adalimumab in soggetti con malattia di Crohn fistolizzante intolleranti o non responsivi all’infliximab
I dati combinati provenienti da due studi pilota randomizzati e controllati con placebo mostrano che l’SPD476, una nuova formulazione di mesalamina in mono- o bi-somministrazione giornaliera, è efficace nell’indurre la remissione della colite ulcerosa da lieve a moderata
Resa dei test diagnostici nei pazienti con sospetta sindrome del colon irritabile: uno studio prospettico multicentrico statunitense
Il livello di ipersensibilità al dolore viscerale dopo acidificazione esofagea distale correla con il punteggio relativo allo stato ansioso pre-studio
Gli episodi di reflusso non acido che raggiungono la faringe rappresentano degli importanti fattori associati alla tosse
Legal Disclaimer
Le affermazioni e le opinioni contenute nelle relazioni congressuali sono quelle degli Autori, e non vincolano in alcun modo le scelte editoriali di questo report congressuale, così che nessuna responsabilità di alcun tipo possa essere attribuita a CongressoMedico o a Infomedica. Talvolta gli studi presentati possono citare, a scopo informativo, prodotti non ancora approvati dalle competenti autorità; in qualsiasi caso, ogni prodotto menzionato deve essere utilizzato solo ed esclusivamente dalla Classe Medica in accordo con le schede tecniche fornite dalle Aziende produttrici.