TRATTAMENTI BIOLOGICI NELLA MALATTIA DI CROHN
Un nuovo trattamento biologico induce
elevati tassi
di remissione nella malattia di Crohn (abstract)

A. Buchman, USA
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I risultati di uno studio late-breaking mostrano che la teduglutide è sicura ed efficace nell’indurre una risposta e la remissione nei soggetti affetti da malattia di Crohn da moderata a severa. La malattia di Crohn provoca la flogosi e l’ulcerazione del tratto gastrointestinale causando diarrea, emorragie, malnutrizione e problemi extra-intestinali, quali artralgie. I pazienti affetti vanno incontro a recidive ricorrenti, richiedendo una terapia di mantenimento continua; i trattamenti attualmente disponibili sono tuttavia sub-ottimali, con dei tassi di remissione inferiori al 40% nella maggior parte degli studi clinici.
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“La maggior parte degli studi valuta unicamente i tassi di risposta, ma non è sufficiente” ha affermato l’autore principale dello studio, il Dott. Alan Buchman (Feinberg school of Medicine, Northwestern University, USA). “I pazienti non gradiscono sentir parlare di tassi di risposta, perché significa che la risposta è incompleta. Il nostro endpoint principale era la remissione completa”. Gli obiettivi del trattamento con teduglutide erano di indurre la remissione delle forme attive dalla patologia, mantenere tale remissione, consentire la guarigione della mucosa, la chiusura delle fistole e migliorare la qualità di vita.
La teduglutide è un analogo ricombinante dell’ormone GLP-2 (glucagon-like peptide-2), prodotto dalle cellule intestinali L. La teduglutide differisce dall’ormone naturale per la sostituzione di un aminoacido, che ne incrementa la emivita. Tre studi pre-clinici condotti su modelli animali di disfunzione intestinale avevano dimostrato che questo farmaco innovativo agisce con un meccanismo completamente nuovo, rispetto gli altri farmaci impiegati nel trattamento della malattia di Crohn: attraverso la guarigione della mucosa e la riduzione della flogosi.
In questo studio esplorativo di fase II, 100 pazienti con malattia di Crohn attiva (punteggio CDAI [Crohn’s disease activity index] compreso tra 220 e 450) sono stati randomizzati a un trattamento con uno di tre dosaggi di teduglutide (0,05 mg/kg/die, 0,10 mg/kg/die o 0,20 mg/kg/die) per via sottocutanea o placebo, per otto settimane. Gli endpoint principali sono stati la remissione (CDAI <150) all’8a settimana e la risposta clinica (riduzione >/=100 punti dal punteggio di base). Sono stati considerati endpoint secondari le percentuali di soggetti in remissione clinica alla 2a e alla 4a settimana, il tempo necessario per ottenere la remissione clinica, dei marker surrogati di flogosi e la sicurezza.
I risultati relativi all’endpoint principale dimostrano che la dose più elevata di teduglutide (0,20 mg/kg) si è rivelata di gran lunga la più efficace. Nel gruppo di soggetti trattati con questa dose, il 53% dei pazienti ha risposto dopo due settimane di trattamento e il 61% dopo 8 settimane. I tassi di remissione del gruppo a dosaggio elevato sono risultati del 37% a 2 settimane e del 57% a 8 settimane (Figura 1). In questo studio è stata osservata una considerevole risposta al placebo, e la significatività statistica è stata sfiorata, ma non raggiunta. Il Dott. Buchman ha sottolineato che questo studio pilota non dispone di dati precedenti sull’uomo con i quale raffrontarsi. I risultati verranno impiegati per progettare uno studio futuro di fase III. I trial futuri sperimenteranno anche dosaggi più elevati.
L’unico effetto collaterale osservato con la teduglutide era legato alla reazione locale alle iniezioni, riscontrabili con tutti i farmaci biologici. Non vi è stata formazione di anticorpi; questo farmaco potrebbe pertanto venire impiegato in maniera episodica, una strategia impossibile con i trattamenti biologici attualmente disponibili.
“Si sono osservati tassi di remissione mai ottenuti sia a due, sia a otto settimane” ha affermato il Dott. Buchman. “Abbiamo a disposizione una nuova molecola agente sulla riepitelizzazione della mucosa dei soggetti affetti da malattia di Crohn, con inoltre un effetto antinfiammatorio che consente di ottenere una remissione clinica precoce e duratura”.
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