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Digestive Disease Week 2006
Los Angeles, California, 20-25 maggio 2006

23 maggio

DIETA
Un integratore alimentare riduce il tessuto adiposo addominale, ma non migliora la sensibilità insulinica
(abstract)
I risultati di uno studio europeo sull’assunzione di un integratore alimentare a base di acido linoleico

 

L’assunzione di un integratore alimentare a base di acido linoleico coniugato per 6 mesi, da parte di pazienti sovrappeso e obesi, ha determinato una riduzione del tessuto adiposo addominale, senza tuttavia fornire un miglioramento della sensibilità insulinica. È quanto riferito nelle sessioni della Digestive Disease Week da un gruppo di ricercatori europei.

Volontari sovrappeso e obesi che avevano assunto 3,5 grammi/die di acido linoleico coniugato hanno ottenuto una riduzione della circonferenza addominale di circa 3,5 cm (p<0,001), con una conseguente riduzione del rapporto addome/fianchi (WHR, waist to hip ratio) pari a –0,024 (p=0,017), ha affermato la Dott.ssa Sandra Einerhand, Direttrice della Ricerca presso la Lipid Nutrition, divisione della Loders Croklaan a Wormerveer, nei Paesi Bassi.

L’acido linoleico viene venduto con molti nomi commerciali diversi come integratore alimentare da banco. In collaborazione con alcuni centri di ricerca indipendenti norvegesi, la Dott.ssa Einerhand ha reclutato 118 adulti obesi e sovrappeso, uniformemente randomizzati tra un’integrazione con acido linoleico coniugato o capsule placebo contenenti olio d’oliva.

Oltre alla misurazione dell’altezza e del peso, la Dott.ssa Einerhand e coll. hanno valutato la sensibilità insulinica mediante clamp euglicemico. A distanza di 6 mesi, i pazienti del gruppo trattato con acido linoleico coniugato avevano ottenuto una riduzione della massa grassa del 5,6% (p=0,004 rispetto al placebo): una diminuzione che ha sottolineato essere riscontrabile a partire dal terzo mese.

La Dott.ssa Einerhand ha detto che l’acido linoleico coniugato non è risultato associato ad effetti collaterali sul profilo lipidico, ma non ha presentato dati relativi a tale parametro.

 

Alla domanda su quale potessero essere i possibili meccanismi alla base di tale effetto, la Dott.ssa Einerhand ha affermato che l’evidenza derivata dagli studi su modelli animali suggerisce che due isomeri dell’acido linoleico coniugato (quello cis-9, trans-11 e quello trans-10, cis-12) collaborino nell’inibire l’uptake dei lipidi da parte degli adipociti, inviando i grassi alle cellule muscolari, dove possono essere utilizzati come fonte energetica.
Tra i risultati ottenuti:

  • A 3 mesi, i pazienti del gruppo trattato con acido linoleico coniugato avevano ottenuto una riduzione media di 0,7 kg.
  • Nelle donne, la riduzione dell’adipe si è verificata a livello addominale e nelle cosce, mentre negli uomini tale effetto è risultato limitato all’addome.
  • A distanza di sei mesi, la riduzione ponderale media era di 1,5 kg (p=0,05 rispetto al placebo).

Il trattamento con acido linoleico coniugato è apparso ridurre il grasso addominale, ma non ha modificato la sensibilità insulinica.

Il Prof. Lee M. Kaplan, Direttore del MGH Weight Center presso il Massachusetts General Hospital, ha affermato che la mancata connessione tra perdita di grasso viscerale ed evidenza di modificazioni metaboliche potrebbe riflettere il disegno dello studio. "Lo studio potrebbe non aver avuto la potenza sufficiente a identificare una modificazione metabolica, o forse il calo ponderale associato all’assunzione di acido linoleico coniugato non esercita realmente alcun effetto sul metabolismo” ha concluso.

 
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