NEOPLASIE DIGESTIVE
Gli ACE-inibitori riducono l’incidenza dei carcinomi
del sistema digestivo
Indagine, approfondimento e analisi: uno sguardo più da vicino alle neoplasie digestive alla DDW 2006 (abstract)

V. Khurana, USA |
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Uno studio condotto su mezzo milione di veterani statunitensi ha rilevato come l’assunzione di inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) a scopo antiipertensivo riduca l’incidenza dei carcinomi del colon, del pancreas e dell’esofago di circa la metà. “Gli ACE-inibitori sono antipertensivi d’impiego comune” ha affermato il Dott. Vikas Khurana (Overton Brooks VA Medical Center, Shreveport, Louisiana, USA), autore principale dello studio. “Una delle loro azioni è l’inibizione del VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), un effetto indagato in maniera approfondita nell’ambito dell’angiogenesi tumorale. Tale caratteristica ci ha spinto a valutare se gli ACE-inibitori potessero ridurre il rischio neoplastico”.
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Questo studio di popolazione è stato effettuato a partire dal database della regione 16 (Stati Uniti centro-meridionali) della Veterans Health Administration (VHA), una delle 21 regioni VHA degli USA; il database, creato nel 1996, racchiude informazioni sanitarie relative a 1,9 milioni di soggetti. Per questo studio sono stati utilizzati i dati relativi a 483.733 pazienti osservati in una clinica della VA nei due anni precedenti, raccolti dall’ottobre 1998 al giugno 2004. L’età media dei pazienti era di 61,2 anni (DS+/-15,1). I pazienti sono stati suddivisi in gruppi a seconda che avessero sviluppato un carcinoma del colon, del pancreas, dell’esofago o nessuna neoplasia; sono stati inoltre stratificati in base all’eventuale impiego pregresso di ACE-inibitori. Della popolazione totale dello studio, circa il 35% era stato trattato con ACE-inibitori. La data di prima prescrizione di tali farmaci è stata registrata, e utilizzata come momento basale.
I dati relativi ai diversi gruppi sono stati catalogati e analizzati mediante regressione logistica (Tabella 1, Tabella 2 e Tabella 3). L’analisi è stata aggiustata per i fattori di rischio noti per ciascuna neoplasia. “Negli ultimi anni abbiamo studiato le statine, osservando come esse riducano il rischio di tumori di circa il 50%. Abbiamo pertanto corretto i dati per l’assunzione di statine, al fine di separarne gli effetti da quelli degli ACE-inibitori” ha detto il Dott. Khurana.
- Risultati per il carcinoma del colon: un totale di 6697 pazienti (1,4%) ha avuto una diagnosi di carcinoma del colon. Chi era trattato con ACE-inibitori aveva una probabilità inferiore del 53% di sviluppare tale tipo di carcinoma (odds ratio 0,474; IC 95% 0,45-0,50; p<0,0001).
- Risultati per il carcinoma del pancreas: ha avuto una diagnosi di carcinoma del pancreas un totale di 475 pazienti (0,1%). Chi assumeva ACE-inibitori aveva una probabilità del 52% inferiore di sviluppare la neoplasia (odds ratio 0,484; IC 95% 0,386-0,607; p<0,01).
- Risultati per il carcinoma esofageo: complessivamente, hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma esofageo 659 pazienti (0,14%). Chi assumeva ACE-inibitori aveva una probabilità inferiore del 46% di sviluppare un carcinoma dell’esofago (odds ratio 0,546; IC 95% 0,450-0,662; p<0,01).
Riassumendo, coloro che assumono ACE-inibitori hanno mostrato una riduzione del rischio di sviluppare un carcinoma del colon del 53%, un carcinoma del pancreas del 52% e di quello esofageo del 46%. In tutti i gruppi, l’effetto protettivo degli ACE-inibitori era indipendente dall’eventuale assunzione di statine. Questi dati suggeriscono la possibilità che l’assunzione di ACE-inibitori si associ a una riduzione dell’incidenza dei carcinomi del colon, del pancreas e dell’esofago. “Per quanto questi risultati siano molto interessanti, abbiamo ancora la necessità di studi prospettici randomizzati e controllati con placebo per determinare il ruolo clinico degli ACE-inibitori quali farmaci di chemoprevenzione”, ha concluso il dr. Khurana. “Al momento, questi farmaci non devono essere utilizzati per assumere decisioni cliniche”.
Tabella 1: Risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata
per il carcinoma del colon
Fattore |
p |
Odds ratio (OR) |
IC 95% per OR |
Età
BMI
Razza: ignota vs. bianchi
Sesso: F vs. M
Diabete
Fumo
Assunzione di alcolici
Assunzione di FANS
Pregressa assunzione di statine
Pregressa assunzione di ACE-I |
<0,01
<0,01
<0,01
<0,01
0,07ns
0,049
0,14ns
<0,01
<0,01
<0,01 |
1,054
1,013
0,569
0,543
1,605
1,507
1,086
1,325
0,454
0,474 |
1,052 - 1,056
1,008 - 1,018
0,536 - 0,603
0,448 - 0,660
1,510 - 1,706
1,374 - 1,653
1,030 - 1,146
1,250 - 1,404
0,427 - 0,482
0,446 - 0,504 |
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ACE-I, ACE-inibitori.
Tabella 2. Risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata
per il carcinoma del pancreas
Fattore |
p |
Odds ratio (OR) |
IC 95% per OR |
Età
BMI
Sesso: F vs. M
Diabete
Fumo
Assunzione di alcolici
Assunzione di FANS
Pregressa assunzione di statine
Pregressa assunzione di ACE-I |
<0,01
<0,01
<0,01
<0,01
0,07ns
0,049
0,14ns
<0,01
<0,01 |
1,020
0,935
0,338
3,837
1,371
0,818
1,179
0,458
0,484 |
1,012 - 1,027
0,916 - 0,955
0,150 - 0,765
3,089 - 4,767
0,974 - 1,928
0,669 - 0,999
0,945 - 1,470
0,363 - 0,580
0,386 - 0,607 |
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ACE-I, ACE-inibitori.
Tabella 3. Risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata
per il carcinoma esofageo
Fattore |
p |
Odds ratio (OR) |
IC 95% per OR |
Età
BMI
Razza: ignota vs. bianchi
Sesso: F vs. M
Diabete
Fumo
Assunzione di alcolici
Reflusso
Assunzione di FANS
Pregressa assunzione di statine
Pregressa assunzione di ACE-I |
<0,01
<0,01
<0,01
<0,01
0,0011
0,067 ns
0,75ns
<0,01
<0,01
<0,01
<0,01 |
1,021
0,920
0,438
0,414
1,314
1,069
0,973
2,20
1,454
0,452
0,546 |
1,015 - 1,028
0,903 - 0,937
0,358 - 0,536
0,227 - 0,757
1,064 - 1,622
0,785 - 1,454
0,823 - 1,150
1,849 - 2,618
1,210 - 1,746
0,369 - 0,553
0,450 - 0,662 |
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ACE-I, ACE-inibitori.
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