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Digestive Disease Week 2006
Los Angeles, California, 20-25 maggio 2006

23 maggio

NEOPLASIE DIGESTIVE
Gli ACE-inibitori riducono l’incidenza dei carcinomi
del sistema digestivo

Indagine, approfondimento e analisi: uno sguardo più da vicino alle neoplasie digestive alla DDW 2006 (abstract)


V. Khurana, USA
 

Uno studio condotto su mezzo milione di veterani statunitensi ha rilevato come l’assunzione di inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) a scopo antiipertensivo riduca l’incidenza dei carcinomi del colon, del pancreas e dell’esofago di circa la metà. “Gli ACE-inibitori sono antipertensivi d’impiego comune” ha affermato il Dott. Vikas Khurana (Overton Brooks VA Medical Center, Shreveport, Louisiana, USA), autore principale dello studio. “Una delle loro azioni è l’inibizione del VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), un effetto indagato in maniera approfondita nell’ambito dell’angiogenesi tumorale. Tale caratteristica ci ha spinto a valutare se gli ACE-inibitori potessero ridurre il rischio neoplastico”.

 

Questo studio di popolazione è stato effettuato a partire dal database della regione 16 (Stati Uniti centro-meridionali) della Veterans Health Administration (VHA), una delle 21 regioni VHA degli USA; il database, creato nel 1996, racchiude informazioni sanitarie relative a 1,9 milioni di soggetti. Per questo studio sono stati utilizzati i dati relativi a 483.733 pazienti osservati in una clinica della VA nei due anni precedenti, raccolti dall’ottobre 1998 al giugno 2004. L’età media dei pazienti era di 61,2 anni (DS+/-15,1). I pazienti sono stati suddivisi in gruppi a seconda che avessero sviluppato un carcinoma del colon, del pancreas, dell’esofago o nessuna neoplasia; sono stati inoltre stratificati in base all’eventuale impiego pregresso di ACE-inibitori. Della popolazione totale dello studio, circa il 35% era stato trattato con ACE-inibitori. La data di prima prescrizione di tali farmaci è stata registrata, e utilizzata come momento basale.

I dati relativi ai diversi gruppi sono stati catalogati e analizzati mediante regressione logistica (Tabella 1, Tabella 2 e Tabella 3). L’analisi è stata aggiustata per i fattori di rischio noti per ciascuna neoplasia. “Negli ultimi anni abbiamo studiato le statine, osservando come esse riducano il rischio di tumori di circa il 50%. Abbiamo pertanto corretto i dati per l’assunzione di statine, al fine di separarne gli effetti da quelli degli ACE-inibitori” ha detto il Dott. Khurana.

  • Risultati per il carcinoma del colon: un totale di 6697 pazienti (1,4%) ha avuto una diagnosi di carcinoma del colon. Chi era trattato con ACE-inibitori aveva una probabilità inferiore del 53% di sviluppare tale tipo di carcinoma (odds ratio 0,474; IC 95% 0,45-0,50; p<0,0001).
  • Risultati per il carcinoma del pancreas: ha avuto una diagnosi di carcinoma del pancreas un totale di 475 pazienti (0,1%). Chi assumeva ACE-inibitori aveva una probabilità del 52% inferiore di sviluppare la neoplasia (odds ratio 0,484; IC 95% 0,386-0,607; p<0,01).
  • Risultati per il carcinoma esofageo: complessivamente, hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma esofageo 659 pazienti (0,14%). Chi assumeva ACE-inibitori aveva una probabilità inferiore del 46% di sviluppare un carcinoma dell’esofago (odds ratio 0,546; IC 95% 0,450-0,662; p<0,01).

Riassumendo, coloro che assumono ACE-inibitori hanno mostrato una riduzione del rischio di sviluppare un carcinoma del colon del 53%, un carcinoma del pancreas del 52% e di quello esofageo del 46%. In tutti i gruppi, l’effetto protettivo degli ACE-inibitori era indipendente dall’eventuale assunzione di statine. Questi dati suggeriscono la possibilità che l’assunzione di ACE-inibitori si associ a una riduzione dell’incidenza dei carcinomi del colon, del pancreas e dell’esofago. “Per quanto questi risultati siano molto interessanti, abbiamo ancora la necessità di studi prospettici randomizzati e controllati con placebo per determinare il ruolo clinico degli ACE-inibitori quali farmaci di chemoprevenzione”, ha concluso il dr. Khurana. “Al momento, questi farmaci non devono essere utilizzati per assumere decisioni cliniche”.

Tabella 1: Risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata
per il carcinoma del colon

Fattore

p

Odds ratio (OR)

IC 95% per OR

Età
BMI
Razza: ignota vs. bianchi
Sesso: F vs. M
Diabete
Fumo
Assunzione di alcolici
Assunzione di FANS
Pregressa assunzione di statine
Pregressa assunzione di ACE-I

<0,01
<0,01
<0,01
<0,01
0,07ns
0,049
0,14ns
<0,01
<0,01
<0,01

1,054
1,013
0,569
0,543
1,605
1,507
1,086
1,325
0,454
0,474

1,052 - 1,056
1,008 - 1,018
0,536 - 0,603
0,448 - 0,660
1,510 - 1,706
1,374 - 1,653
1,030 - 1,146
1,250 - 1,404
0,427 - 0,482
0,446 - 0,504

ACE-I, ACE-inibitori.

Tabella 2. Risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata
per il carcinoma del pancreas

Fattore

p

Odds ratio (OR)

IC 95% per OR

Età
BMI
Sesso: F vs. M
Diabete
Fumo
Assunzione di alcolici
Assunzione di FANS
Pregressa assunzione di statine
Pregressa assunzione di ACE-I

<0,01
<0,01
<0,01
<0,01
0,07ns
0,049
0,14ns
<0,01
<0,01

1,020
0,935
0,338
3,837
1,371
0,818
1,179
0,458
0,484

1,012 - 1,027
0,916 - 0,955
0,150 - 0,765
3,089 - 4,767
0,974 - 1,928
0,669 - 0,999
0,945 - 1,470
0,363 - 0,580
0,386 - 0,607

ACE-I, ACE-inibitori.

Tabella 3. Risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata
per il carcinoma esofageo

Fattore

p

Odds ratio (OR)

IC 95% per OR

Età
BMI
Razza: ignota vs. bianchi
Sesso: F vs. M
Diabete
Fumo
Assunzione di alcolici
Reflusso
Assunzione di FANS
Pregressa assunzione di statine
Pregressa assunzione di ACE-I

<0,01
<0,01
<0,01
<0,01
0,0011
0,067 ns
0,75ns
<0,01
<0,01
<0,01
<0,01

1,021
0,920
0,438
0,414
1,314
1,069
0,973
2,20
1,454
0,452
0,546

1,015 - 1,028
0,903 - 0,937
0,358 - 0,536
0,227 - 0,757
1,064 - 1,622
0,785 - 1,454
0,823 - 1,150
1,849 - 2,618
1,210 - 1,746
0,369 - 0,553
0,450 - 0,662

ACE-I, ACE-inibitori.

 
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