trapianti di rene
Trapianto vecchio… fa buon brodo!
Uno dei principali problemi dei trapianti di rene è la carenza cronica di donatori che tende ad aggravarsi col passare del tempo. Eurotransplant presenta i primi risultati di un programma che tenta di allargare il campo dei donatori potenziali
ESP (Eurotransplant Senior Program) ha cercato di aumentare il numero dei potenziali donatori utilizzando dei reni più “anziani”. Questo programma, avviato dal 1999, ha lo scopo di tentare di rispondere alla domanda specifica di organi più vecchi, ma anche di ridurre i tempi di stoccaggio e dunque ilo rischio di incorrere in danni non immunitari. Reni di donatori ultra65enni sono stati offerti a riceventi di pari età, senza preoccuparsi troppo della compatibilità HLA poiché si ritiene che le reazioni immunitarie tendono ad attenuarsi con l’età.
Alla fine di un’esperienza durata sei anni, sembra che questa maniera di assegnare gli organi rappresenti una valida risposta alla carenza di donatori. Tuttavia questo non necessariamente facilita il lavoro dei chirurghi, visto che la metà circa dei donatori/riceventi è affetta da aterosclerosi, fatto che aumenta notevolmente i tempi di anastomosi (59 minuti in media).
L’esperienza dimostra inoltre che è necessario seguire molto da vicino questi pazienti anziani nel corso del primo anno dopo il trapianto. In effetti si è notato un aumento significativo di complicanze cardiache o immunitarie durante questo periodo. Pertanto una compatibilità HLA minima, al momento della scelta del ricevente, potrebbe permettere di ridurre il tasso abnorme di rigetti acuti.
Sito di Eurotransplant: http://www.transplant.org/
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