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AUA 2006 – ANNUAL MEETING
Atlanta, Georgia
20-25 maggio 2006

Notizie FLASH!
Disfunzione erettile
Attenzione al testosterone negli obesi

Qual è l’esatta importanza dell’influenza dell’obesità e della sindrome metabolica sul tasso di testosterone dell’uomo anziano? Uno studio di Steven Kaplan (New York, Usa) rivela dei risultati che potrebbero influenzare la pratica clinica

S. Kaplan, USA
S. Kaplan, USA
 

Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione del tasso di testosterone legato all’invecchiamento nell’uomo, è peggiorata dall’obesità e dalla sindrome metabolica. Inoltre, nell’anziano colpito da sindrome metabolica, l’incidenza di disfunzione erettile risulta maggiore rispetto agli uomini della stessa età in buona salute.

Vista l’importanza dei livelli di testosterone nel mantenere una funzionalità sessuale normale, Steven Kaplan ha analizzato l’influenza del soprappeso. Lo studio ha arruolato 846 uomini di età media di 52 anni, tutti sottoposti a rilevazioni antropometriche e al dosaggio del testosterone sierico totale, dei lipidi e della glicemia. I soggetti sono stati reclutati all’interno di due studi sul trattamento delle dislipidemie che prevedevano come criteri di inclusione un tasso di colesterolo LDL superiore o uguale a 130-160 mg/dl e trigliceridi inferiori o uguali a 350 mg/dl. In tutti i pazienti, compresi quelli con sindrome metabolica, il livello di testosterone si riduce in maniera significativa con l’aumento dell’indice di massa corporea (BMI). Gli uomini obesi o affetti da sindrome metabolica presentano livelli medi di testosterone minori di 1,50 ng/ml rispetto a quelli con massa corporea normale e senza sindrome metabolica. Il 70% circa dei soggetti con soprappeso ha un tasso di testosterone inferiore a 4 ng/ml, valore che non richiede ancora un trattamento – che viene in genere instaurato al di sotto dei 3 ng/ml – ma semplici controlli nel tempo.

Uno screening primario dell’ipoandrogenismo

In questo studio bisogna sottolineare che è stato dosato solo il livello di testosterone totale, mentre attualmente si raccomanda di dosare il testosterone biodisponibile che consente di distinguere gli uomini da studiare, dagli altri. La soglia è ancora oggetto di discussione tra gli specialisti, ma è possibile affermare che per valori al di sotto di 1 ng/ml, si rendono necessari degli approfondimenti diagnostici.

Nel suo studio, Steven Kaplan ha riscontrato una correlazione importante tra la riduzione dei livelli di testosterone totale e una condizione di diabete o di pre diabete con una glicemia superiore a 1,10 g/l, un BMI >30 e un livello di trigliceridemia superiore a 1,50 g/l.  Questi risultati sono particolarmente interessanti poiché permetteranno ai medici di fare uno screening primario di ipoandrogenismo tra i pazienti affetti da disfunzione erettile, che presentino questi criteri.

 
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