Crioablazione del rene
Cinque anni di remissione… ed è sempre fresca
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I primi risultati della crioablazione nei piccoli tumori renali risultano incoraggianti in termini di morbilità e di controllo oncologico a breve termine. Resta in sospeso la questione del lungo termine
La crioablazione ha debuttato nel 1997. Il centro di Cleveland è uno dei primi ad aver impiegato questa tecnica, riservata essenzialmente ai tumori di meno di 3 cm. La casistica presentata oggi è una delle più importanti al momento. Tra il mese di settembre 1997 e il settembre 2005, in questo centro sono state realizzate 168 crioablazioni laparoscopiche. Il follow-up è stato effettuato mediante RMN a J1, a 3 mesi, a 6 mesi, a 12 mesi poi tutti gli anni. A 6 mesi veniva programmata inoltre una biopsia renale.
In totale fino ad oggi 60 pazienti sono risultati in remissione a 5 anni dall’intervento. Di questi, il 73% aveva una lesione unica e sporadica.
Le dimensioni medie del tumore erano di 2,3 cm e il follow-up medio è stato di 72 mesi. Secondo l’autore, la crioablazione laparoscopica renale trova indicazione in alcuni pazienti selezionati; il tasso di recidive osservato è risultato modesto nei pazienti con tumore isolato e la sopravvivenza specifica osservata in questo gruppo è stata del 98% con un minimo di 5 anni di sopravvivenza.
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