cancro della prostata
PSA intracellulare per andare ancora un po’ più lontano
Alcuni pensano che l’era del PSA sia arrivata al tramonto. Un gruppo viennese diretto dal Ralf Herwig ci dimostra invece ce la ricerca ha ancora un suo posto nell’individuazione e nella diagnosi del cancro della prostata
Un gruppo di ricercatori austriaci ha presentato un nuovo test per misurare la percentuale di PSA intracellulare nei macrofagi del sangue periferico. 25 pazienti con cancro della prostata e 10 soggetti di controllo sono stati sottoposti ad un semplice prelievo di sangue. Sono stati quindi isolati i mononucleati dal sangue periferico e si è provveduto ad effettuare una colorazione extracellulare per i recettori CD14 e CD16 (marcatori di attivazione immunitaria) e una colorazione intracellulare (per l’individuazione del PSA), rispettivamente attraverso la citometria e un kit di permeabilizzazione cellulare. Le misure sono state calcolate in percentuale con una deviazione standard di cellule positive.
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La misura del PSA intracellulare nei macrofagi ha consentito di fare una distinzione chiara tra le patologie benigne e quelle maligne. La differenziazione è stata possibile utilizzando la colorazione CD14/PSA. La percentuale media del PSA contenuto nei macrofagi è risultata dello 0,58% nei soggetti sani, contro il 14,75% dei tumori localizzati e l’84,67% dei tumori metastatizzati. A differenza di questa nuova metodica, la misurazione standard dei livelli di PSA non ha consentito di operare alcuna distinzione tra questi tre gruppi.
È interessante constatare che i tumori localizzati differiscono in maniera significativa dai tumori metastatizzati in funzione del livello di macrofagi circolanti. Così, il fatto che i livelli più alti si ritrovano nei tumori metastatizzati e i più bassi nei soggetti dei gruppo di controllo, suggerisce che la malignità si correla con la quantità di macrofagi circolanti.
In conclusione, non abbiamo affatto finito di parlare del PSA e come fa notare Joseph Presti “tutti questi lavori dimostrano che il PSA continua non soltanto ad essere utilizzato come marcatore clinico e strumento diagnostico, ma ispira anche lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici”.
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