Vescica iperattiva
La tossina botulinica contro la vescica iperattiva
I medici sono disarmati di fronte a questa patologia, laddove la terapia anticolinerigica risulta inefficace. Perché dunque non tentare con la tossina botulinica? Un gruppo di ricercatori svizzeri ci ha provato
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Calmare il muscolo: è il compito delle iniezioni di tossina botulinica, sia nel caso in cui si cerchi di attenuare le rughe del viso, che di mettere a riposo un detrusore troppo pronto a contrarsi. È il succo dell’ipotesi di Daniel Schmidt, di Zurigo (Svizzera), che ha trattato in questo modo 150 pazienti affetti da vescica iperattiva in forma severa. La scelta è caduta sulla tossina A, che è stata preferita alla B, dalla durata d’azione di appena qualche settimana. Le iniezioni sono state praticate all’interno della vescica stessa, in 30 punti diversi distribuiti sulla superficie della muscolatura vescicale. Una valutazione precisa di ogni paziente è stata effettuata prima del trattamento attraverso la raccolta di campioni di urine, esami urodinamici, neurologici e calendario minzionale. Un’attenzione particolare è stata posta alla valutazione del volume riflesso, alla capacità cistometrica massimale, al volume urografico della vescica al momento della prima sensazione di bisogno imperioso di urinare, e alla compliance del detrusore. A tutto ciò si aggiunge una valutazione della qualità di vita la momento dell’arruolamento, poi a distanza di 4, 12 e 36 settimane.
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D. Schmidt, Svizzera |
Il follow up medio di 2,1 anni ha consentito di misurare la durata dell’effetto delle iniezioni, il tasso di reiniezione e gli intervalli tra un trattamento e l’altro. I risultati presentati sono relativi a 4,5 anni di follow up e mostrano un miglioramento significativo (p<0,001) nell’88% dei pazienti, sia a livello sintomatico, che dei parametri urodinamici. Nell’arco di due settimane, le minzioni imperiose sono scomparse del tutto nel 76% dei trattati, e l’incontinenza nell’82% dei casi. Il numero medio di minzioni diurne è passato da 14 a 7 e il numero di quelle notturne da 4 a 1,5. Dodici pazienti, con una compliance del detrusore assai debole, hanno presentato un beneficio clinico molto modesto. Quelli che invece hanno tratto beneficio dal trattamento, hanno potuto ritrovare una qualità di vita quasi normale, arrivando a liberarsi delle protezioni diurne, anche se al prezzo per alcuni di doversi sottoporre nuovamente ad iniezione di tossina botulinica (23% dei pazienti all’undicesimo mese). Per questi ultimi, sembra tuttavia che la durata dell’efficacia, aumenti ripetendo il numero delle somministrazioni.
La sorpresa è rappresentata dalla durata relativamente lunga dell’efficacia di questo trattamento per la maggior parte dei pazienti – nettamente superiore a quanto atteso dal gruppo di sperimentatori. La tossina botulinica rappresenterebbe dunque al momento l’unico trattamento efficace per la vescica iperattiva nei pazienti che non rispondono agli anticolinergici.
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