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ATS 2006 - International conference
San Diego, California
19-24 maggio 2006

Notizie FLASH!

apnea del sonno
La CPAP riduce la pressione arteriosa nell’apnea del sonno

Secondo quanto riferito da alcuni ricercatori, due settimane di trattamento notturno con CPAP (Continuous Positive Airway Pressare, ventilazione a pressione positiva continua) riducono la pressione arteriosa durante tutte le 24 ore, nei soggetti affetti da apnea del sonno. “L’effetto della CPAP è risultato paragonabile a quello dei farmaci antipertensivi” ha affermato il Dott. Daniel Norman, ricercatore in medicina e pneumologia d’urgenza presso la University of California San Diego, nel corso del congresso dell’American Thoracic Society.

Al fine di valutare se la CPAP, trattamento accettato per l’apnea ostruttiva del sonno, potesse svolgere un effetto positivo sull’ipertensione sistemica, rispetto all’ossigeno notturno da solo o all’assenza di terapia, il Dott. Norman e coll. hanno condotto uno studio randomizzato e controllato con placebo, in doppio cieco, su 46 soggetti affetti da apnea del sonno significativa. Un gruppo di pazienti è stato assegnato alla CPAP, uno alla supplementazione di ossigeno e uno a un trattamento con CPAP placebo, "simile nell’aspetto alla CPAP reale, ma che non fornisce una reale e significativa pressione di ventilazione" ha detto il Dott. Norman.

I ricercatori hanno misurato la pressione arteriosa nell’arco delle 24 ore per mezzo di un dispositivo portatile che registrava i valori pressori ogni 15 minuti nel corso della giornata, e ogni 30 minuti la notte. Hanno poi confrontato i valori basali con quelli registrati dopo due settimane di trattamento. I pazienti sono stati accolti in un laboratorio del sonno per effettuare una polisonnografia diagnostica la prima notte, e successivamente randomizzati nei rispettivi gruppi di trattamento. I soggetti partecipanti sono stati inviati al proprio domicilio con un equipaggiamento dotato di un orologio che ne registrava l’impiego effettivo. I tassi medi di compliance sono risultati simili, e i pazienti di tutti e tre i gruppi hanno utilizzato l’equipaggiamento per almeno sei ore ogni notte. I soggetti dello studio sono poi tornati per effettuare una polisonnografia conclusiva nel corso del trattamento assegnato."Abbiamo riscontrato che la CPAP è stata in grado di migliorare i valori pressori sia di giorno sia di notte, causando una riduzione fino a 6 mm Hg dei valori sistolici notturni, e dei miglioramenti meno rilevanti, per quanto significativi, dei valori diastolici diurni e della pressione arteriosa media” ha affermato il Dott. Norman. "Sfortunatamente, la supplementazione di ossigeno e la CPAP placebo non hanno determinato un miglioramento dei valori pressori”.

Oltre a migliorare i valori pressori sistolici, due settimane continuative di CPAP hanno provocato una riduzione di 5 mmHg della pressione arteriosa media e di 4 mmHg di quella diastolica nel corso della notte. La CPAP ha anche consentito una riduzione di 3 mmHg della pressione arteriosa media diurna e di quella diastolica. Tutte le riduzioni della pressione arteriosa sono risultate statisticamente significative (p<0,05), se confrontate con i gruppi trattati con placebo e con la supplementazione di ossigeno.
I ricercatori hanno anche rilevato come sebbene la supplementazione di ossigeno migliorasse diversi indicatori della saturazione notturna, non avesse effetti sulla pressione arteriosa."La terapia con CPAP riduce la pressione arteriosa diurna e notturna nei soggetti affetti da apnea ostruttiva del sonno, forse attraverso meccanismi diversi dal miglioramento della saturazione notturna dell’ossiemoglobina" hanno concluso il Dott. Norman.

 
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