Carcinoma metastatico della mammella
Quando per migliorare si peggiora
Lo studio BCIRG 007, riferito all’ASCO 2006 da John Forbes, ha valutato se l’aggiunta di sali di platino all’efficace associazione docetaxel-trastuzumab fosse vantaggiosa nelle donne affette da carcinoma della mammella metastatico HER-2 positivo
Per valutarne l’impatto potenziale, 263 donne HER-2 positive sono state randomizzate a un trattamento con 8 cicli dell’associazione docetaxel-trastuzumab da sola (n=131) o con aggiunta di carboplatino (n=132). Il principale endpoint di efficacia è stato il tempo di progressione. L’analisi di efficacia è stata condotta dopo aver registrato 204 eventi (94 decessi); la mediana di follow-up è stata di poco superiore a 27 mesi.
In termini di efficacia, non si è osservato alcun vantaggio con l’aggiunta del carboplatino. La mediana del tempo di progressione non è risultata statisticamente differente tra i due bracci: di 11,1 mesi nel braccio docetaxel-trastuzumab, e di 10,4 mesi in quello docetaxel-trastuzumab + carboplatino (p=0,57).
Per quanto riguardava gli endpoint secondari, non vi sono state differenze significative nei principali parametri valutati, con un tasso complessivo di risposta del 73% (compreso un 18% di risposte complete) per entrambi i regimi terapeutici; simili anche la mediana di tempo di risposta e quella della sopravvivenza globale (oltre 40 mesi per entrambi gli schemi).
La differenza principale tra i due schemi terapeutici risiedeva nel tipo di tossicità registrata; la tripla associazione ha provocato una maggiore incidenza di trombocitopenia, nausea e vomito.
Per John Forbes e i ricercatori dello studio, le conclusioni sono chiare: “Confermano nel tempo l’eccellente efficacia dell’associazione docetaxel-trastuzumab nelle donne affette da tumore metastatico HER-2 positivo, e mostrano che la nuova associazione, potenzialmente sinergica, non offre vantaggi clinici” (vedi abstract).
Efficace o meno ?
Si trattava di determinare se il carboplatino fosse efficace o meno, e il presupposto era che potesse esserlo, vista l’efficacia dell’associazione docetaxel-carboplatino dimostrata precedentemente negli studi di fase II. Ma non sembra che sia così ― il trial ha dimostrato che il carboplatino non aggiunge alcun beneficio. Di conseguenza, nelle donne HER-2 positive, lo schema docetaxel-trastuzumab, meno tossico, presenta pari efficacia rispetto agli schemi più complessi.
Da un’intervista a Peter Radvin, San Antonio (Texas, USA).
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