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ASCO 2006 – 42nd ANNUAL MEETING
Atlanta, Georgia, 2-6 giugno 2006

6 giugno
Carcinoma metastatico della mammella
Quando per migliorare si peggiora

Lo studio BCIRG 007, riferito all’ASCO 2006 da John Forbes, ha valutato se l’aggiunta di sali di platino all’efficace associazione docetaxel-trastuzumab fosse vantaggiosa nelle donne affette da carcinoma della mammella metastatico HER-2 positivo

 

Per valutarne l’impatto potenziale, 263 donne HER-2 positive sono state randomizzate a un trattamento con 8 cicli dell’associazione docetaxel-trastuzumab da sola (n=131) o con aggiunta di carboplatino (n=132). Il principale endpoint di efficacia è stato il tempo di progressione. L’analisi di efficacia è stata condotta dopo aver registrato 204 eventi (94 decessi); la mediana di follow-up è stata di poco superiore a 27 mesi.

In termini di efficacia, non si è osservato alcun vantaggio con l’aggiunta del carboplatino. La mediana del tempo di progressione non è risultata statisticamente differente tra i due bracci: di 11,1 mesi nel braccio docetaxel-trastuzumab, e di 10,4 mesi in quello docetaxel-trastuzumab + carboplatino (p=0,57).

Per quanto riguardava gli endpoint secondari, non vi sono state differenze significative nei principali parametri valutati, con un tasso complessivo di risposta del 73% (compreso un 18% di risposte complete) per entrambi i regimi terapeutici; simili anche la mediana di tempo di risposta e quella della sopravvivenza globale (oltre 40 mesi per entrambi gli schemi).

La differenza principale tra i due schemi terapeutici risiedeva nel tipo di tossicità registrata; la tripla associazione ha provocato una maggiore incidenza di trombocitopenia, nausea e vomito.

Per John Forbes e i ricercatori dello studio, le conclusioni sono chiare: “Confermano nel tempo l’eccellente efficacia dell’associazione docetaxel-trastuzumab nelle donne affette da tumore metastatico HER-2 positivo, e mostrano che la nuova associazione, potenzialmente sinergica, non offre vantaggi clinici” (vedi abstract).

Efficace o meno ?

Si trattava di determinare se il carboplatino fosse efficace o meno, e il presupposto era che potesse esserlo, vista l’efficacia dell’associazione docetaxel-carboplatino dimostrata precedentemente negli studi di fase II. Ma non sembra che sia così ― il trial ha dimostrato che il carboplatino non aggiunge alcun beneficio. Di conseguenza, nelle donne HER-2 positive, lo schema docetaxel-trastuzumab, meno tossico, presenta pari efficacia rispetto agli schemi più complessi.
Da un’intervista a Peter Radvin, San Antonio (Texas, USA).


 
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