I costi dei tumori
All’orizzonte rimedi rigorosi
All’ASCO 2006, la politica francese sulla gestione dei costi dei tumori innesca una polemica: da una parte il valore “illimitato” di consentire l’accesso ai trattamenti innovativi; dall’altro, l’annuncio di misure restrittive per l’autorizzazione dei centri accreditati per la cura dei pazienti oncologici

David Khayat,
Francia
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Il dibattito scatenato ad Atlanta potrebbe destare molto scalpore, se il progetto presentato da David Khayat (Francia), direttore del National Institute of Cancer (INCa), trovasse conferma. Secondo Khayat, per quanto riguarda il solo carcinoma della mammella, circa il 40% degli istituti potrebbero non essere più in grado di continuare a effettuare interventi sulle pazienti.
Con lo sviluppo delle terapie mirate, la rivoluzione reale delle terapie affrontata dagli oncologi obbliga i politici a porsi alcune domande di natura finanziaria. In particolare, come assicurare l’accesso ai farmaci innovativi a tutti i pazienti che ne possano necessitare, senza mandare in bancarotta il sistema? Un problema particolarmente sentito, dal momento che queste terapie innovative sono molto costose su entrambi i versanti dell’Atlantico.
Problemi specifici nord-americani
Negli Stati Uniti, solamente i soggetti coperti dai sistemi Medicare e Medicaid possono usufruire del sistema pubblico. Medicare è l’assicurazione pubblica sanitaria per i soggetti di età superiore a 65 anni, mentre Medicaid fornisce copertura ai più poveri indipendentemente dall’età. Una realtà molto diversa da quella francese, che fornisce il 100% della copertura per i problemi oncologici nell’ambito della politica sanitaria del sistema nazionale per le patologie croniche.
Peter Bach, direttore del Center for Medicare and Medicaid Services (CMS), ha sottolineato nel corso di questa sessione il fatto che negli Stati Uniti la decisione di fornire copertura ai costi degli esami e della terapia rappresenta molto spesso un problema di tipo non federale, a eccezione di quando il Congresso decida di intervenire. Molte decisioni sono assunte a livello locale, che significa che la copertura dei costi relativi ai pazienti oncologici varia da uno stato all’altro, e che nell’ambito di uno stesso stato gli accordi con partner privati possono fare in modo che alcuni pazienti paghino il doppio, rispetto ad altri. Di conseguenza, nel New Jersey (lo stato adiacente alla città di New York), un paziente trattato con imatinib o sunitinib, a seconda della propria copertura sanitaria pubblica, può trovarsi a dover pagare da 24.000 a 46.000 dollari US di tasca propria.
Nel tentativo di contenere i costi, Jane Weeks, del Dana Farber Cancer Institute, sta raccomandando un maggiore impiego dei metodi di valutazione, ad esempio delle analisi di costo-efficacia, che dovrebbero includere non solo i costi sanitari diretti, ma anche quelli diretti di tipo non sanitario (ad esempio, la spesa per la babysitter mentre si va dal medico, e i costi del tempo speso per essere curati). Purtroppo l’insieme di questi differenti tipi di dati è difficile da ottenere, e non è semplice generalizzare le analisi.
Le pressioni da parte dei pazienti
Nell’attuale clima, è difficile realizzare delle politiche realistiche sui meccanismi di determinazione dei prezzi delle terapie innovative, specialmente per il fatto che la gente è al corrente di tali novità, e che, ritenendole delle panacee, le esige. Recentemente, di fronte all’abitazione di Ehud Olmert, il nuovo primo ministro israeliano, le famiglie dei pazienti hanno intrapreso uno sciopero della fame per indurre il governo ad autorizzare l’importazione del bevacizumb e del cetuximab.
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