 |
 |
|
“Una valutazione concordante del docetaxel nella terapia adiuvante”
Peter Ravdin, USA
Guarda il video |
|
|
|
|
Terapia adiuvante nel carcinoma della mammella
Sequenziale o combinata, un’associazione vincente
ll’ASCO 2006 sono stati presentati i dati relativi a due grossi studi internazionali, il BIG 2-98 e il Taxit 216, sull’impatto dell’utilizzo del docetaxel in terapia adiuvante nel carcinoma della mammella
Entrambi gli studi confermano i dati disponibili sull’effetto e il miglior impiego relativi a questo farmaco. Lo studio BIG 2-98, del quale ha riferito John Crown, prevedeva quattro bracci, due dei quali senza docetaxel - uno con doxorubicina da sola (A), l’altro con doxorubicina + ciclofosfamide (AC) – e due con docetaxel, somministrato contemporaneamente (AT) o dopo la doxorubicina (A-T). In tutti i casi, 3 cicli di CMF hanno concluso la chemioterapia. L’endpoint principale di questo studio, che ha coinvolto 2887 pazienti di sesso femminile, era il confronto di efficacia valutata in termini di sopravvivenza senza eventi nei due bracci di assunzione del docetaxel, rispetto a quella dei due bracci senza tale farmaco.
L’analisi presentata si riferisce a un follow-up di 5 anni, nel corso dei quali è stato registrato un numero di eventi inferiore ai due-terzi di quelli ipotizzati, rafforzando verosimilmente l’impatto positivo della terapia adiuvante.
I risultati dimostrano che l’aggiunta del docetaxel all’antraciclina è vantaggiosa, con un guadagno nell’ordine del 15% per la sopravvivenza senza eventi e del 20% per quella globale.
L’analisi era anche rivolta a valutare i due bracci con il docetaxel, allo scopo di determinare se una delle due modalità di somministrazione garantisse risultati migliori. E infatti è stato così: i risultati sono stati migliori nel caso della somministrazione sequenziale: prima la doxorubicina da sola, poi il docetaxel da solo.
Questo studio fornisce un altro elemento di evidenza a favore del fatto che il docetaxel migliori la chemioterapia adiuvante a base di antracicline.
Risultati confermati dal Taxit 216

Angelo Raffaele Bianco, Italia |
|
Il Taxit 216 è uno studio multicentrico italiano (abstract), del quale ha riferito Angelo Raffaele Bianco. Ha coinvolto 972 pazienti di sesso femminile in terapia adiuvante, randomizzate in due bracci: un’antraciclina da sola (epirubicina) seguita da CMF, oppure la stessa antraciclina da sola seguita da CMF, ma con quattro cicli di docetaxel interposti tra i due trattamenti.
I risultati riguardano un follow-up di 5 anni. Per l’endpoint principale, la sopravvivenza libera da eventi, la riduzione riferita è stata del 21%, senza raggiungere la significatività statistica. La stessa cosa è valsa per la riduzione della mortalità complessiva. È importante osservare come l’entità della riduzione descritta sia la stessa dello studio BIG 2-98, così come degli altri studi condotti con i tassani. I risultati di entrambi gli studi sono concordanti, della stessa entità, e confermano i vantaggi derivanti dall’impiego del docetaxel nella terapia adiuvante del carcinoma della mammella. Dimostrano inoltre che l’impiego sequenziale conferisce pari efficacia rispetto a quello combinato, provocando tuttavia una tossicità inferiore.
| |
 |
|