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ASCO 2006 – 42nd ANNUAL MEETING
Atlanta, Georgia, 2-6 giugno 2006

5 giugno
Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato Presentata all’ASCO la revisione delle strategie attuali di prima linea

Per una migliore valutazione di confronto sull’efficacia dei tassani rispetto agli alcaloidi della vinca, Jean-Yves Douillard e coll. hanno effettuato una metanalisi degli studi randomizzati che hanno confrontato tali trattamenti. Douillard ha presentato i risultati ottenuti nel corso dell’ASCO 2006

 

Diversi studi di confronto sull’utilizzo dei tassani rispetto agli alcaloidi della vinca, come terapia di prima linea per il carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato, hanno fornito risultati differenti sia in termini di sopravvivenza sia di tollerabilità, senza riuscire a far emergere dai dati alcuna conclusione definitiva.
La metanalisi, presentata in anteprima ad Atlanta, aveva pertanto l’obiettivo di valutare i dati ricavati da sette studi randomizzati relativi a un totale di 2867 pazienti. Di questi, 1638 sono stati trattati con docetaxel come terapia di 1a linea: in associazione a sali di platino in tre studi, a gemcitabina in due, e come monoterapia in altri due. Relativamente ai 1229 pazienti trattati con alcaloidi della vinca, sei studi hanno associato gli alcaloidi al platino, mentre uno li ha utilizzati in monoterapia.

 

Per quanto riguarda la sopravvivenza complessiva i dati sono concordanti, mostrando un vantaggio globale e significativo derivante dall’impiego del docetaxel come trattamento di 1a linea, con un hazard ratio complessivo pari a 0,89 (IC 95%: da 0,82 a 0,96 ; p=0,004).

L’analisi di tollerabilità si è concentrata sulle neutropenie di grado  3-4 e sulle neutropenie febbrili. Ancora una volta, i dati della metanalisi sono indicativi di una differenza statisticamente significativa a favore del docetaxel. Per le neutropenie di grado 3-4, l’odds ratio è risultato pari a 0,59 (IC 95% 0,38-0,89; p=0,013); per le neutropenie febbrili a 0,57 (IC 95% 0,35-0,94 ; p=0,028).
Secondo i ricercatori di questo lavoro, che ha destato l’attenzione di diversi clinici europei, “i risultati della metanalisi, in termini di sopravvivenza globale e di tollerabilità, depongono a favore dell’impiego del docetaxel in associazione con sali di platino, gemticabina o in monoterapia” (vedi abstract).

 
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