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Carcinoma del polmone
Effetti sulla sopravvivenza dello zolendronato
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È stato recentemente dimostrato che i pazienti che presentano metastasi ossee di carcinoma polmonare, con elevati livelli di N-telopeptide (NTX) o di fosfatasi alcalina ossea (BALP, bone alkaline phosphatase), presentano un rischio aumentato di andare incontro a eventi scheletrici (SRE, skeletal related events) e di morire anticipatamente, rispetto a quelli con bassi livelli di tali parametri. L’acido zolendronico si è rivelato in grado di prevenire i SRE, ma non è noto se questo effetto si possa tradurre, nell’ambito di questa popolazione, in un vantaggio secondario in termini di sopravvivenza. La Dott.ssa Ewa Matczak, del Beth Israel Deaconess Medical Center (USA) e coll. hanno effettuato uno studio retrospettivo per valutare i potenziali effetti dello zolendronato sulla sopravvivenza dei pazienti che presentano tali caratteristiche. I risultati di questo vasto studio, randomizzato e controllato, sono stati presentati all’edizione 2006 del congresso dell’American Society of Clinical Oncology, ad Atlanta (Georgia, USA).
I pazienti dello studio (abstract), tutti affetti da carcinoma polmonare con metastasi ossee, sono stati randomizzati a un trattamento con 4mg di acido zolendronico o placebo, per 21 mesi complessivi. I dati di sopravvivenza sono stati valutati in quei pazienti che presentavano livelli basali elevati di NTX (>/=64 nmol/mmol) e di BALP. Per questo secondo marcatore, i soggetti arruolati sono stati stratificati retrospettivamente in due gruppi, sulla base del superamento o meno di un valore soglia di fosfatasi alcalina stabilito in 146 U/l. Il rischio relativo (RR) di morte è stato calcolato per ciascun gruppo e nei pazienti con livelli elevati di NTX, rispetto al placebo.
Gli individui con livelli elevati di NTX (n=144; maschi 65%, femmine 35%) avevano un’età media di 64 anni. In questo sottogruppo, il RR di morte è risultato significativamente ridotto del 35% nei pazienti trattati con zolendronato, rispetto a quelli che avevano assunto il placebo (RR=0,650; p=0,0244). Il RR di morte durante lo studio, nei pazienti con livelli basali elevati sia di NTX sia di BALP (n=97) è risultato anch’esso ridotto in maniera significativa (-46%) nei pazienti sottoposti a trattamento con zolendronato, rispetto a quelli del gruppo placebo (RR=0,537; p=0,0059). Analizzando invece i pazienti con livelli basali elevati di NTX, ma normali di BALP (n=47), il RR di decesso nel corso dello studio è risultato simile nei due gruppi di trattamento (RR=1,012; p=0,9736).
Secondo gli autori, elevati livelli di riassorbimento osseo correlerebbero con un rischio aumentato di SRE e di mortalità anticipata. L’acido zolendronico, riducendo il turn-over osseo e il rischio di SRE, potrebbe ritardare la progressione delle lesioni scheletriche, migliorando in tal modo la sopravvivenza. Come ammettono i ricercatori stessi, sono tuttavia necessari ulteriori studi in proposito, soprattutto di tipo prospettico.
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